Letture per piccoli pazienti in ospedale, tablet raggiunge bimbi in isolamento. “Conforto contro il disagio”

È “Il piccolo principe” il primo libro letto ai bambini della “Pediatria” del Presidio Ospedaliero “Tatarella” di Cerignola

È “Il piccolo principe” il primo libro letto ai bambini della “Pediatria” del Presidio Ospedaliero “Tatarella” di Cerignola dai volontari del Servizio Civile Universale della ASL Foggia. Una attività che ha preso il via la scorsa settimana e che è stata fortemente voluta dal direttore generale della ASL Foggia Vito Piazzolla e dal direttore sanitario Antonio Nigri, nell’ambito del programma di umanizzazione dell’assistenza nei luoghi di cura.

La lettura dei classici per bambini è affidata ai volontari del Servizio Civile Universale, gestito dalla responsabile Annarita Stoppiello, ed è rivolta alle bambine e ai bambini ricoverati nella Struttura Complessa di Pediatria, diretta da Angelo Acquafredda.  Le attività si svolgono in una saletta dove è stata allestita una piccola biblioteca. Un modo per allietare i giorni trascorsi nel reparto dai piccoli pazienti. Da tutti, nessuno escluso. Grazie alla tecnologia, infatti, alle sedute di lettura possono partecipare anche i bambini che si trovano in isolamento a causa del COVID 19 o altre patologie. È stato infatti, Giovanni (nome di fantasia), 5 anni compiuti da poco, ad ascoltare per primo, dalla sua stanza del reparto, attraverso un tablet, la storia del piccolo principe che viveva da solo su un asteriode lontano.

Con il supporto degli infermieri da un lato e grazie a due volontari che, con maestria, hanno saputo superare le barriere fisiche della sala lettura e creare una atmosfera coinvolgente, Giovanni è stato catapultato in un viaggio fantastico nello spazio. Per due ore, la sua stanza è diventata un cielo costellato da pianeti vari, tra cui la Terra, abitata da personaggi strani, come un serpente, un piccolo fiore, un controllore e una volpe.

“Migliorare la degenza dei bambini – spiega Piazzolla – è un obiettivo primario del percorso di umanizzazione delle cure che abbiamo avviato. Il ricovero ospedaliero comporta uno stress emotivo in ogni persona, in particolare nei bambini che, lontani dall’ambiente familiare, perdono i propri riferimenti, il contatto con le persone care, le abitudini quotidiane”. “Il progetto del Servizio Civile – aggiunge Nigri – è stato studiato per dare conforto ai bambini, distrarli dalle dinamiche ospedaliere ed aiutarli a superare il disagio che, inevitabilmente, comporta il ricovero, ancor più nei casi di isolamento”.

Un progetto che, spiegano gli stessi volontari coinvolti, Micaela Piazzolla e Michele Campanelli, sta aiutando anche loro a rallentare i ritmi, a volte frenetici, della vita quotidiana e a riscoprire, in se stessi, quella capacità di godere delle piccole cose, tipica dei bambini. Perché, come si legge ne “Il Piccolo Principe”: “Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”.