Morto Mino Raiola, procuratore iniziò carriera come interprete di Roy a Foggia

La carriera di Mino Raiola come procuratore parte nel 1992: è il primo anno in cui la Serie A apre a un numero superiore ai tre stranieri

Mino Raiola è morto: lo annuncia la famiglia con un post sul profilo Twitter del procuratore sportivo. “Con infinito dolore annunciamo la scomparsa di Mino, il più straordinario procuratore di sempre”.

Con queste parole la famiglia Raiola annuncia la morte dell’agente sul suo profilo twitter con un lungo post accompagnato da una foto di Raiola giovane.

“Mino ha lottato fino all’ultimo istante con tutte le sue forze – prosegue il post -, proprio come faceva per difendere i calciatori e ancora una volta di ha resi orgogliosi di lui senza nemmeno rendersene conto. Mino è stato parte di tanti calciatori e ha scritto un capitolo indelebile nella storia del calcio moderno”. “Ci mancherà per sempre – aggiunge la famiglia -, il suo progetto di rendere il mondo del calcio un mondo migliore per i calciatori sarà portato avanti con la stessa passione. Ringraziamo di cuore coloro che ci sono stati vicini e chiediamo a tutti di rispettare la privacy di familiari e amici in questo momento di grande dolore”.

Raiola ha gestito alcuni dei migliori calciatori del mondo, campioni e personalità di spicco come Pogba, Haaland, Donnarumma, de Ligt e Zlatan Ibrahimoviccon cui ha costruito anche un rapporto d’amicizia. Lo svedese gli era andato a far visita al San Raffaele due giorni fa. Un gesto d’affetto per chi lo sempre seguito, permettendogli di scrivere pagine importanti di sport.

La carriera di Mino Raiola come procuratore parte nel 1992: è il primo anno in cui la Serie A apre a un numero superiore ai tre stranieri. Il Foggia naviga in cattive acque, dopo aver venduto in estate tutti i suoi migliori giocatori e decide di affidarsi al mercato di riparazione di novembre per provare a raddrizzare la situazione. Viene prelevato dall’Ajax il giovane attaccante Bryan Roy che si rivelerà importante nella rimonta dei rossoneri, che strapperanno una salvezza inaspettata. A portarlo in Italia il giovane Mino Raiola, che grazie a un accordo con il sindacato dei calciatori olandese divenne rappresentante all’estero dei giocatori olandesi. Agli inizi però Raiola fu più di un semplice procuratore.

Arguto, intelligente e competente, Raiola è stato una spina nel fianco per molti dirigenti ed è stato spesso identificato come il ‘male’ del calcio moderno. Ma alcuni protagonisti del sistema stesso, che si sono ritrovati a trattare e lottare a suon di milioni, con un sorriso, ammettono stima e apprezzamenti.