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Home - Inizia il countdown per la sentenza contro la mafia foggiana. Boss e picciotti rischiano oltre 260 anni di carcere

Inizia il countdown per la sentenza contro la mafia foggiana. Boss e picciotti rischiano oltre 260 anni di carcere

Di Redazione
15 Aprile 2022
in Cronaca
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Nuova udienza del processo “Decimabis” alla mafia foggiana. Ieri, sempre nell’aula bunker di Bitonto, hanno discusso le parti civili tra cui Fondazione Antiusura Buon Samaritano, Libera e Camera di commercio: depositate le memorie difensive. Hanno inoltre discusso i difensori dei collaboratori di giustizia, cruciali nelle recenti inchieste contro i clan della Capitanata. Tra un mese e mezzo toccherà ai legali degli imputati. Il gup ha già fissato le prossime quattro udienze, tutte tra fine maggio e metà luglio. Dopo l’estate è prevista la sentenza.

Qualche settimana fa, la pm della DDA di Bari, Bruna Manganelli aveva chiesto dure condanne per boss e picciotti delle batterie mafiose foggiane, invocando pene tra 2 e 17 anni di reclusione per un totale di oltre 260 anni di carcere complessivi. 17 anni e 4 mesi a Federico Trisciuoglio e 16 anni a Pasquale Moretti. 12 anni, invece, al figlio Rocco Moretti junior.

E ancora, 12 anni e 12mila euro di multa ad Alessandro Aprile detto “Schiattamurt”; 10 anni e 8 mesi a Michele Cannone; 2 anni e 600 euro di multa ad Alfonso Capotosto; 9 anni e 4 mesi ad Aldo Checchia; 11 anni e 4 mesi a Marco Consalvo; 6 anni e 2 mesi e 6mila euro di multa a Emilio D’Amato; 10 anni e 4 mesi a Tommaso D’Angelo; 3 anni e 4 mesi a Giuseppe Folliero; 10 anni e 8 mesi ad Antonello Frascolla; 11 anni e 4 mesi a Gioacchino Frascolla; 5 anni e 4500 euro di multa a Ernesto Gatta; 6 anni e 6mila euro di multa a Domenico La Gatta; 10 anni e 8 mesi ad Antonio Miranda; 4 anni e 4 mesi e 2mila euro di multa ad Ivan Narciso; 10 anni e 8 mesi a Benito Palumbo; 6 anni e 6mila euro di multa a Raffaele Palumbo; 5 anni e 6mila euro di multa a Massimo Perdonò detto “Massimino”; 8 anni e 6mila euro di multa a Francesco Pesante detto “U’ Sgarr”; 10 anni e 8 mesi a Sergio Ragno; 12 anni a Giovanni Rollo; 6 anni e 9mila euro di multa ad Antonio Salvatore detto “Lascia Lascia”; 12 anni e 9mila euro di multa a Francesco Tizzano; 14 anni a Nicola Valletta; 12 anni e 9 mesi ad Antonio Verderosa; 3 anni a Carlo Verderosa; 10 anni a Patrizio Villani. Le richieste tengono conto della riduzione di un terzo della pena prevista per l’abbreviato, rito scelto dai 29 imputati. Altri 13 sono invece a processo nel Tribunale di Foggia.

In “Decimabis” sono coinvolti pezzi da Novanta dei gruppi criminali Trisciuoglio-Tolonese, Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza e i vertici della cosca scissionista dei Frascolla, legata ai Sinesi. Tra gli imputati spiccano i boss Pasquale Moretti detto “Il porchetto” e Federico Trisciuoglio alias “Enrichetto lo Zoppo” o “Polpetta”, entrambi al 41bis da pochi mesi.

Tra i reati contestati, l’estorsione e la tentata estorsione a imprenditori e commercianti della città, il tentato omicidio, l’usura, la turbativa d’asta e, soprattutto, l’associazione mafiosa. Nell’inchiesta figurano i pentiti, Alfonso Capotosto e Carlo Verderosa, ex membri della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza. Anche Aldo Checchia, uomo del capomafia Trisciuoglio, ha mostrato pentimento durante un’udienza del processo, ammettendo di aver sbagliato e dicendosi pronto a cambiare vita.

Tra le parti civili alcune vittime che ebbero il coraggio di denunciare i propri aguzzini, le associazioni Confindustria Foggia, Confindustria Puglia, la Fondazione Buon Samaritano, l’Antiracket, la Camera di Commercio Foggia e Libera. (In alto, Trisciuoglio, P.Moretti, R.Moretti jr e Perdonò; sotto, Gatta, Tizzano, Aprile e Salvatore)

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Tags: decimabisMafia foggiana
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