Faida interna nel Foggia, rigettato ricorso di Canonico contro Pintus. Il patron dovrà rimborsare spese giudizio

Secondo il giudice, l’attuale presidente rossonero è ancora obbligato verso la Map Consulting s.r.l. dell’imprenditrice sarda

Sono ormai note le faide interne alla società del Calcio Foggia 1920, dove i rapporti tra il presidente Canonico (in foto) e i soci Pintus e Pelusi sono incrinati da mesi. Questa mattina, il Tribunale di Bari ha emesso un primo verdetto che ha rigettato il ricorso cautelare proposto da Canonico nei confronti di Map Consulting srl, società facente capo a Maria Assunta Pintus. Il contenzioso in atto tra i due soci di maggioranza aveva come oggetto il pagamento del contratto con il quale Canonico si era impegnato a pagare la somma di denaro pattuita per acquisire parte delle quote societarie della Pintus.

L’acquisizione delle quote non è mai stata saldata in toto dal presidente del Foggia, poiché, a sua detta, la società aveva una ingente debitoria occulta non dichiarata in fase di acquisto. Ciò lo aveva spinto a ricorrere in giudizio, ma il giudice ha ribadito, come si legge da un comunicato diramato dalla Map Consulting, che: “Canonico ha espressamente assunto l’obbligo di garantire le obbligazioni economiche pattuite nel contratto preliminare, quindi egli è ancora obbligato verso la Map Consulting s.r.l. nel caso di inadempimento della C.N. Sport s.r.l., che appare pacifico in atti, sicché ben può la prima società pretendere dal Canonico il pagamento delle obbligazioni pecuniarie assunte per il trasferimento delle quotes ocietarie in questione”. L’imprenditore barese dovrà anche rimborsare le spese del giudizio all’imprenditrice sarda.



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