Rischio allagamento, pronti 50 espropri nell’area del Torrente Carapelle. È bufera sul progetto regionale

L’intervento di messa in sicurezza dell’area prevede delle infrastrutture dove attualmente ricadono delle proprietà private. Agricoltori e politica si dividono

Continua a ‘dividere’ il progetto per la messa in sicurezza idraulica del Torrente Carapelle. Nell’omonimo comune dei 5 Reali Siti è in corso un feroce dibattito sull’opportunità di questa progettualità che ha ricevuto un importante finanziamento dalla Regione Puglia, nell’ambito del piano regionale per il contrasto e la mitigazione del rischio idrogeologico. Settimana scorsa si è tenuto un incontro presso gli uffici della Regione, alla presenza del sindaco Umberto Di Michele e dei tecnici che stanno lavorando a quest’opera, per cercare di capire quanto il progetto (già definitivo ed esecutivo) possa venire incontro alle richieste di alcuni cittadini e proprietari terrieri che hanno le proprietà proprio nella zona che sarà espropriata.

Stando all’ultimo aggiornamento del piano di intervento sarebbero 50 i proprietari terrieri a rischio esproprio. Tutti con metrature diverse e con interessi diversificati sull’area. Non tutti si sono dichiarati favorevoli a tale eventualità; tutti hanno sottolineato la volontà di ottenere una congrua valutazione dei terreni, per rinunciare agli appezzamenti che circondano il letto del torrente. Stando alle indiscrezioni che trapelano da palazzo di città pare che il compenso sia stato quantificato in 22.400 euro ad ettaro per i terreni seminativi ad uso irriguo, più il calcolo eventuale delle pertinenze. Da questa base si è partiti per discutere e per cercare di trovare una quadra sulla bontà del progetto.

Il progetto del Torrente Carapelle (in giallo il muro di contenimento)

Il Torrente Carapelle è da tempo in secca. Ma la tropicizzazione del clima e i conseguenti cambiamenti climatici che riguardano tutta l’area del meridione d’Italia non possono far dormire sonni tranquilli ad una comunità di oltre 6000 abitanti che, in alcune zone periferiche, si trova a pochissimi metri dal corso del fiume. Il progetto è stato esposto in diverse conferenze pubbliche tenutesi a partire già dal 2019 e, stando all’ultima versione dello stesso, consisterebbe nella costruzione di vasche di contenimento e di barriere di altezza variabile da uno a tre metri. Queste infrastrutture servirebbero ad incanalare un’eventuale esondazione del torrente, proteggendo di fatto la città di Carapelle. La politica continua ad interessarsi della vicenda tanto che la minoranza, nella giornata di ieri, ha chiesto un consiglio monotematico per dibattere alla presenza dei cittadini.

Il sindaco negli scorsi giorni ha cercato di placare le polemiche, sottolineando l’impossibilità dell’amministrazione comunale di apportare correttivi al progetto. “In Italia la gestione del dissesto idrogeologico è stata commissariata e anche in Puglia è affidata ad un commissario – ha spiegato Umberto Di Michele -. Il Comune può solo offrire un supporto tecnico ed esprimersi in conferenza dei servizi. Nel luglio del 2019 abbiamo organizzato un incontro pubblico per condividere con i cittadini le specifiche del progetto. La maggior parte delle persone che stanno strumentalizzando questa questione erano presenti a quell’incontro, quindi erano a conoscenza del fatto che il progetto originario fosse stato valutato negativamente dai tecnici che ci stanno lavorando. Lavoreremo per far sì che gli espropri prevedano un equo indennizzo ma siamo stufi di ricevere attacchi gratuiti e ingiustificati”.