Zeman ingrana la marcia, la società no. Ancora contrasti tra Canonico (che si dimette) e i soci di minoranza

Il patron ha presentato dimissioni via pec. Con ogni probabilità, una mossa pensata per mettere all’angolo la Pintus e dar vita a un nuovo consiglio di amministrazione

Il Foggia di Zeman sembra aver trovato la quadra e, nelle due vittorie conquistate in altrettante gare nell’ultima settimana, ha dimostrato anche passi in avanti dal punto di vista del gioco.
Ciò che preoccupa i tifosi rossoneri, però, sono le vicende “dietro le quinte”, dove è sempre più aspro il contrasto tra Canonico e i soci di minoranza Pintus e Pelusi. L’imprenditore barese, secondo indiscrezioni, non ha ancora saldato il debito derivante dall’acquisizione delle quote acquisite dalla Pintus, ma ha eredito, a sua detta, una società con più debiti di quanti dichiarati alla vigilia del suo ingresso nel sodalizio rossonero. Anche con Davide Pelusi, i rapporti sono totalmente assenti e l’ex ad rossonero recrimina la sua esclusione dal consiglio di amministrazione, che ha condotto all’introduzione di un arbitrato in tribunale, e il pagamento di alcune retribuzioni precedenti. L’ultimo smacco effettuato da Canonico agli altri due componenti del pacchetto azionario del Foggia, è avvenuto in occasione del derby Foggia-Bari, quando Davide Pelusi, Maria Assunta Pintus e Edoardo Chighine, figlio dell’imprenditrice sarda e consigliere nella società pugliese, non hanno potuto assistere alla partita in tribuna, poiché non graditi, e si sono rifugiati in Curva Nord sotto una pioggia incessante.

La notizia dell’ultima ora riguarda un ulteriore sviluppo della vicenda e ha come oggetto le dimissioni presentate via Pec da Nicola Canonico, suo figlio Emanuele e l’amministratore delegato Silvestro Carbotti alcuni giorni fa. La compagine societaria era, inoltre, assente nell’ultima gara a Pagani.
Le dimissioni, con ogni probabilità, sono una mossa pensata per mettere all’angolo la Pintus e dar vita a un nuovo consiglio di amministrazione, che non preveda la presenza dell’imprenditrice sarda e di suo figlio. Tutto ciò condurrà a una risposta legale della Pintus e a nuove bagarre societarie. Sullo sfondo rimangono il campo, i malumori fatti trapelare da Zeman nell’ultima settimana all’indirizzo della società per gli investimenti risicati, e la possibilità di non vedere più il Boemo seduto sulla panchina rossonera nella prossima stagione, nonostante il rinnovo che lo lega al Foggia per un altro anno. Insomma, a Canonico toccherà sbrogliare una matassa davvero molto ingarbugliata su tutti i fronti. (In foto, Canonico e Pintus)



In questo articolo: