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Home - Appalti sospetti per il dissesto idrogeologico, riflettori sulla provincia di Foggia. Il caso Peschici

Appalti sospetti per il dissesto idrogeologico, riflettori sulla provincia di Foggia. Il caso Peschici

Di Redazione
18 Marzo 2022
in Cronaca
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(fonte Repubblica Bari) “Sannicandro sta incazzato, avete pure il coraggio di scrivere… A me non me ne frega niente, fai firmare chi ti pare. Chiamate direttamente Emiliano…”: parlava così nel maggio 2018 un funzionario dell’ufficio del commissario per il dissesto idrogeologico con un imprenditore che chiedeva il pagamento di un lavoro di ingegneria effettuato per un cantiere a Putignano. Il nome di quel funzionario, assieme a quelli di almeno altri due colleghi, è finito sotto i riflettori della Guardia di finanza nell’ambito dell’inchiesta su presunte irregolarità nelle attività dell’Ufficio guidato da Elio Sannicandro, che è anche direttore dell’Asset. La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari a Sannicandro, all’assessore al Personale, Gianni Stea, all’avvocato Salvatore Campanelli e al funzionario Daniele Sgaramella non ha esaurito le indagini coordinate dai pm Claudio Pinto e Savina Toscani, di cui resta in piedi il fascicolo principale. Nel quale sono coinvolti altri funzionari regionali e altri imprenditori e le cui verifiche riguardano una serie di appalti sparsi sull’intero territorio regionale e non soltanto quello per il consolidamento dell’abitato di Corato (al centro dell’indagine ormai chiusa) sul quale ha presentato denuncia un ingegnere di Noci, Gianmario Conforti.

Del resto, che su quell’intervento ci fossero delle irregolarità lo aveva evidenziato anche il Servizio edilizia della Città metropolitana tramite una nota inviata nell’ottobre 2020 alla Procura di Trani e al Comune di Corato. In quel documento – acquisito pochi mesi fa dalla Guardia di finanza e oggi agli atti dell’inchiesta su Sannicandro – venivano segnalate le anomalie dei lavori di installazione di un serbatoio in cemento armato. “L’opera – scriveva il funzionario della Città metropolitana – è stata realizzata in difformità rispetto al progetto approvato” e quindi con un iter monco dell’autorizzazione in sanatoria. Un passo falso, secondo gli investigatori, che serviva a celare un affidamento in corso d’opera a una ditta che non era quella aggiudicataria, alla quale sarebbe stato liquidato un compenso di 400mila euro, quindi di circa 112mila superiore a quel 30 per cento dell’appalto da 900mila che ancora rimaneva da realizzare. Problematiche simili – stando alle ipotesi che sono ancora in corso di accertamento – sarebbero riscontrabili anche in altri appalti gestiti dal commissario per il dissesto idrogeologico (dei quali è stata acquisita la documentazione): da Grumo Appula a Putignano, Peschici, Alberobello, Volturara. “Analoghe situazioni penalmente rilevanti – scrivevano i militari della Finanza dopo aver esaminato il caso Corato – potrebbero interessare anche altri cantieri” , tutti caratterizzati da “rilevanti interessi economici”.

Per quanto riguarda Peschici, l’appalto sotto osservazione è quello relativo alla messa in sicurezza contro le inondazioni della sua piana, in virtù di presunte anomalìe riscontrate in alcuni documenti contabili pubblicati su internet. E anche in relazione al fatto che un funzionario regionale è stato nominato direttore dei lavori (e per questo retribuito a parte) pur trovandosi in una situazione di incompatibilità con il suo ruolo di controllore. (fonte Repubblica Bari)

Tags: appalti regione pugliadissesto idrogeologico
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