“Il sindaco ci ha impedito di ospitare i profughi ucraini”, la decisione che fa infuriare l’albergatore di Motta Montecorvino

Polemica tra i gestori del B&B Bicocca e il sindaco del Comune dei Monti Dauni: “Come si fa ad essere insensibili davanti ad uno scenario di morte?”

Già nel 2016 il sindaco di Motta Montecorvino Domenico Iavagnilio aveva suscitato clamore per essersi opposto all’accoglienza di alcuni immigrati. Un altro caso simile, in queste ore, monta sempre nello stesso comune dei Monti Dauni, dove una famiglia di albergatori aveva dato la propria disponibilità ad accogliere madri e bambini in fuga dalla guerra in Ucraina. Tale disponibilità, però, sarebbe stata resa vana proprio dall’opposizione del primo cittadino. A raccontare l’accaduto è Giovanni Di Iorio, proprietario del B&B Bicocca e dell’annesso Hotel dismesso dove si volevano far alloggiare le famiglie ucraine.

Di Iorio nelle scorse ore, per iniziativa privata, si era accordato con un’associazione di volontariato di Lucera per mettere le stanze dell’hotel a disposizione dei profughi. Tra questi vi erano tanti bambini, tra cui uno con disabilità. Per fare ciò – così come racconta a l’Immediato – ha tentato senza successo di mettersi in contatto con il sindaco. Successivamente ha protocollato al Comune una richiesta formale, con l’elenco dei nominativi da accogliere, informando per PEC la Prefettura competente. In seguito, per interposta persona ha appreso del diniego del sindaco ad agevolare questa iniziativa privata; da qui la reazione piena di delusione e rammarico.

“Dinanzi a una tragedia nessuno deve rimanere insensibile – afferma il titolare della struttura ricettiva -. E noi come tanti altri, da subito abbiamo sentito il dovere di portare un nostro contributo concreto: utilizzare la nostra casa, in grado di poter garantire i servizi necessari a queste persone, a questi bimbi, a queste mamme, che oltre al dramma della guerra sono orfani, disabili, abbandonati e privi dell’affetto. Come si fa ad essere insensibili davanti ad uno scenario di morte, distruzione, persone in fuga con una valigia in cui dentro c’è tutta la loro vita? Evidentemente se qualcuno impedisce a questi poveri bambini, a queste mamme di poter essere accolti ha fallito prima come persona poi nel ruolo istituzionale”.

Visto il mancato assenso del sindaco a questa forma di accoglienza privata, alla fine i profughi ucraini che dovevano giungere a Motta Montecorvino sono stati dirottati verso Apricena. Il sindaco Iavagnilio, a sua discolpa, in un’intervista rilasciata alle tv locali, ha affermato la volontà di voler seguire dei canali ufficiali come quello che di qui a breve sarà predisposto dalla Prefettura di Foggia. Il primo cittadino ha altresì parlato dell’inagibilità della struttura messa a disposizione dei privati e confermato di non essere insensibile alla tematica dell’accoglienza. Nonostante questo, quanto accaduto nel borgo dei Monti Dauni, in una fase di emergenza umanitaria, è comunque destinato a far discutere. (Nella foto, in alto, da sinistra, Giovanni Di Iorio e Domenico Iavagnilio)