Fine di un’epoca al Riuniti di Foggia, Michele Ametta lascia dopo aver gestito (da commissario) l’emergenza Covid

Dopo aver raccolto il testimone dal compaesano Gaetano Fuiano, è ai vertici dai tempi di Tommaso Moretti

Finisce un’epoca al Policlinico “Riuniti” di Foggia. Dopo 44 anni di servizio, Michele Ametta lascia gli incarichi di vertice di via Pinto per raggiunti limiti di età. Lo storico capo del personale e direttore amministrativo, dopo aver gestito da solo, come commissario, la fase tumultuosa post Dattoli in piena emergenza Covid, dà l’addio. Ora, con la decisione della Giunta regionale di nominare Giuseppe Pasqualone nell’incarico commissariale, il dirigente di Torremaggiore ha chiesto di essere “collocato in quiescenza con decorrenza primo marzo 2022 per dimissioni volontarie per aderire al trattamento di pensione anticipata con contributi previdenziali, comprensivi di riscatti e ricongiunzioni, uguali o superiori a 42 anni e 10 mesi”, come riportato nella determina pubblicata ieri.

In realtà, Ametta ha maturato “alla data del 4 novembre 2021 l’anzianità contributiva fissata dalla vigente normativa per il conseguimento del trattamento pensionistico e, specificamente, per l’accesso al pensionamento anticipato”. Negli ultimi mesi, tuttavia, è pervenuta la necessità di guidare l’azienda dopo l’indagine sugli appalti che ha travolto l’ex direttore generale Vitangelo Dattoli. Il governatore Michele Emiliano, con la recente decisione in Giunta, ha deciso di dare un “respiro” diverso all’azienda, con la scelta dell’ex dg dell’Asl di Brindisi. Pasqualone, peraltro, ha annunciato di voler comporre la nuova squadra di governance in pochi giorni, facendosi affiancare anche da una persona del territorio.

Ametta, che ha raccolto il testimone dal compaesano Gaetano Fuiano, è ai vertici dai tempi di Tommaso Moretti, quando il presidente della Regione era Nichi Vendola. Lo stesso che ha dato l’investitura a Pasqualone (una sorta di nemesi…).  Successivamente, il nome Michele Ametta è stato più volte tra i papabili per la nomina a direttore generale delle Aziende sanitarie del sistema sanitario regionale. Ma, di fatto, sin dai tempi della direzione targata Antonio Pedota, è stato sempre confermato come direttore amministrativo (l’ultima con la riconferma di Dattoli).