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Home - “Siamo disperati”, camion fermi per il caro benzina: protesta al casello di Candela e a Orta Nova. “Spesa a rischio”

“Siamo disperati”, camion fermi per il caro benzina: protesta al casello di Candela e a Orta Nova. “Spesa a rischio”

Di Saverio Serlenga
23 Febbraio 2022
in Cronaca, Immediato TV
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Con il passare dei giorni e senza nessuna risposta concreta dal Governo gli autotrasportatori di Puglia, Campania, Basilicata e Abruzzo intensificano i presidi sulle principali arterie che collegano il sud al nord del Paese. Oggi siamo andati a Candela, nei pressi del casello autostradale della A16 Napoli-Canosa dove da tre giorni diversi tir sono fermi nel parcheggio dell’attigua area di servizio. I motivi della protesta sono sempre gli stessi: gli aumenti dei carburanti e delle tasse. “Non ce la facciamo più, ogni giorno un aumento. Il gasolio, le gomme, i pedaggi autostradali, le tasse. Ecco perché abbiamo deciso di spegnere i motori dei nostri camion. Guadagniamo di più restando fermi… Siamo disperati, siamo delusi, rammaricati per il silenzio delle istituzioni. Un mese fa per fare il pieno ci volevano 600 euro, oggi ce ne vogliono 800. Non è giusto per chi come noi lavora ogni giorno per garantire il buon funzionamento dell’Italia”.

Coldiretti Puglia: “A rischio consegne pane, ma prezzo aumenta fino a 16 volte”

Sale il carrello della spesa con i prezzi che aumentano fino a 16 volte dal grano al pane sugli scaffali, ma a preoccupare è lo sciopero dei TIR che sta mettendo a rischio le consegne di uno degli alimenti immancabili sulle tavole dei pugliesi. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Puglia, dalla quale si evidenzia che lo stop degli autotrasportatori ha un effetto grave sulla catena della distribuzione dei prodotti agroalimentari, a partire proprio dal pane, mentre volano i prezzi delle materie prime, dal petrolio al gas fino alle quotazioni del grano che sono balzate del 2% in un solo giorno per effetto dell’invasione Russa in Ucraina.

Al contempo le quotazioni raggiunte dal grano tenero si trasferiscono a valanga sulla spesa dei consumatori con il prezzo del grano tenero per la panificazione ha raggiunto i valori massimi del decennio sulla base dei contratti future nei listini del Chicago Bord of Trade (CBOT), il punto di riferimento internazionale per il mercato future delle materie prime agricole.

La protesta a Orta Nova

Peraltro i prezzi al consumo – continua la Coldiretti regionale – non sono mai calati negli ultimi anni nonostante la forte variabilità delle quotazioni del grano che per lungo tempo sono state al di sotto dei costi di produzione. Con il grano sottopagato agli agricoltori negli ultimi 4 anni è aumentata la dipendenza dall’estero che ha raggiunto addirittura il 64% del fabbisogno, sul quale ora pesa il calo delle produzioni in Russia e Ucraina per effetto del clima.

E a preoccupare sono le prossime semine con i costi che sono raddoppiati per gli agricoltori che – spiega la Coldiretti Puglia – sono costretti ad affrontare rincari fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto dei fertilizzanti delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne.

La protesta a Orta Nova

Per ridurre la volatilità e stabilizzare i prezzi occorre – afferma la Coldiretti regionale – realizzare rapporti di filiera virtuosi con accordi che valorizzino i primati del Made in Italy e garantiscano la sostenibilità della produzione in Italia con impegni pluriennali e il riconoscimento di un prezzo di acquisto “equo”, basato sugli effettivi costi sostenuti. Una necessità – conclude la Coldiretti – per ridurre la dipendenza dall’estero da dove oggi arrivano oltre 6 chicchi di grano su 10 consumati in Italia.

La situazione  sta innescando un nuovo cortocircuito sul settore agricolo nazionale che ha già sperimentato i guasti della volatilità dei listini in un Paese come l’Italia che è fortemente deficitaria in alcuni settori ed ha bisogno di un piano di potenziamento produttivo e di stoccaggio per le principali commodities, dal grano al mais fino all’atteso piano proteine nazionale per l’alimentazione degli animali in allevamento per recuperare competitività rispetto ai concorrenti stranieri – conclude Coldiretti – per cui nell’immediato occorre quindi garantire la sostenibilità finanziaria delle imprese affinché i prezzi riconosciuti ad agricoltori, allevatori e pescatori non scendano sotto i costi di produzioni come previsto dalla nuova normativa sulle pratiche sleali.

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Tags: caro benzinaFoggia
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