“Bignami non ha capito nulla di quello che è accaduto a Foggia”. Mainiero critica il suo ex partito, dove possono parlare solo dirigenti ed eletti

Il clima è rovente nei Fratelli d’Italia, primo partito di centrodestra. Le dichiarazioni dell’avvocato Luigi Miccoli hanno generato una precisazione del commissario provinciale

Il clima è rovente nei Fratelli d’Italia, primo partito di centrodestra. Le dichiarazioni dell’avvocato Luigi Miccoli hanno generato una precisazione del commissario provinciale Galeazzo Bignami.Solo Gemmato, De Leonardis e La Salandra possono rilasciare al momento dichiarazioni e interviste per FdI. Qualsiasi altra persona, a qualsiasi titolo, non è autorizzato e mi vedo costretto a smentire il contenuto di quelle dichiarazioni come attribuibili a qualsiasi titolo a FdI. Solo i dirigenti e gli eletti nei vari consessi per FdI possono parlare a nome del partito”, ha comunicato a l’Immediato.

Nel frattempo un ex meloniano doc come Giuseppe Mainiero in una lunga nota ha stigmatizzato l’azione del parlamentare bolognese. “Bignami ha detto che può dirsi superata l’azione di bonifica del partito dopo il coinvolgimento di numerosi suoi esponenti sia nelle inchieste della magistratura per corruzione sia nello scioglimento del Comune di Foggia per infiltrazioni mafiose. L’onorevole Bignami ha spiegato che il commissariamento del partito non sarà revocato ma che svolgeranno la funzione di ‘vicari’ Giannicola De Leonardis – un consigliere regionale di cui si fa fatica a ricordare l’attività a favore della Capitanata, salvo qualche comunicato stampa e qualche post sui social, nonostante a lui competa una funzione legislativa, particolare che forse ignora – e Giandonato La Salandra, cioè il segretario provinciale del partito che ha vanificato quattro anni di dura opposizione al ‘sistema Landella’, regalando all’ex sindaco da cui Bignami ha preso le distanze appena sbarcato a Foggia, il simbolo, i consensi e l’accondiscendenza di Fratelli d’Italia”.

Mainiero parla della responsabilità politica di La Salandra. “È per le sue scelte (e per quelle del deputato Gemmato) che il partito di Giorgia Meloni si è trovato coinvolto in situazioni opache e gravi dal punto di vista amministrativo, politico ed etico. Detto ciò, ed essendo stato io tra i fondatori di quel partito, trovo letteralmente assurdo il dato politico che emerge da quelle dichiarazioni. E cioè, caro commissario, il fatto che Giorgia Meloni, assolutamente e sistematicamente informata dal sottoscritto su quanto accadeva al Comune di Foggia e sulla ‘qualità’ del personale politico che stava facendo entrare nella propria casa, ha fatto una scelta di cinica convenienza tattica e, mi permetto di dire, di potere, calpestando gli ideali a cui dice di ispirarsi.

Lo ripeto. Se Fratelli d’Italia si è trovata immischiata in situazioni di corruzione e nel primo scioglimento per infiltrazioni mafiose della storia del Comune di Foggia – secondo Mainiero – è per le scelte politiche compiute da La Salandra e per gli ‘ingressi’ portati in dote al partito dal gruppo di cui De Leonardis ha fatto e fa parte. La conferma ‘meritocratica’ di queste due figure ai vertici di Fratelli d’Italia, caro onorevole Bignami, vuol dire non aver capito nulla di quello che è accaduto e voler fare finta di niente, cercando, secondo me in modo maldestro, di nascondere la polvere sotto il tappeto”.

Stando al massimo oppositore di Landella, i Fratelli d’Italia avrebbero fatto una figuraccia, perdendo “l’ennesima buona occasione per dimostrare di aver compreso i propri errori e fare un’operazione politica veramente trasparente e meritocratica. Fratelli d’Italia oggi è diventato questo, non rimpiango di esserne uscito, perché non c’è assolutamente niente che ne ricordi lo spirito, le ambizioni e la pulizia morale che mi aveva spinto, quando i sondaggi lo stimavano al 2% e non al 20%, a intraprendere quell’avventura e a combattere quella battaglia per costruire quel partito di ispirazione conservatrice e liberare di cui l’Italia avrebbe tanto bisogno.

Nessun rimorso, nessun rimpianto, solo tanta voglia di ricostruire sul territorio una proposta laica che sappia mettete al centro la Rinascita di Foggia, quella Città che Fratelli d’Italia ha fortemente contribuito a farla precipitare nel baratro della corruzione e delle collusioni. Giorgia Meloni dovrebbe chiedere scusa a Foggia e ai foggiani, non solo per aver scelto sacrificare la storia e gli ideali di quel che era Fratelli d’Italia a Foggia, ma soprattutto per consentito a quelle persone di oltraggiare la storia di una Comunità, quella foggiana, che non è Mafia!”.