Video hard alla Caritas di Foggia, la vicenda fu segnalata a Papa Francesco. La testimonianza in tribunale

Due 40enni foggiani sono a processo con l’accusa di avere estorto all’ex direttore della Caritas Diocesana la somma di 11.500 euro, con la minaccia di diffondere alcuni filmati

Va avanti il processo “Caritas” nel Tribunale di Foggia. Imputati due 40enni foggiani, L.M. e A.D. accusati di avere estorto all’ex direttore della Caritas Diocesana la somma di 11.500 euro (a fronte dei 20.000 richiesti), con la minaccia di diffondere alcuni video (girati all’insaputa del sacerdote), nei quali si vedeva il prelato in atteggiamenti sessuali con uno dei due. Oggi sono stati sentiti gli ultimi tre testimoni dell’accusa, tutti volontari-collaboratori della Caritas all’epoca dei fatti e responsabili della struttura S. Maria del Conventino. Due di loro hanno confermato che L.M. mostrò loro il video con gli atti sessuali tra il sacerdote e A.D. e di essere rimasti scioccati, tanto da averne poi parlato con un altro prete locale. Quest’ultimo disse loro che intendeva informare della situazione, con una lettera anonima, sia il vescovo che Papa Francesco, cosa che in effetti fece, inviando la missiva (presente agli atti) il 4 gennaio 2018.

L.M., in quel periodo, avrebbe riferito ad entrambi i responsabili del Conventino di avere subito il furto del suo cellulare, dove erano conservati i video compromettenti, mentre era ricoverato per un intervento chirurgico in ospedale, ma non gli avrebbero creduto. Tuttavia, della vicenda ne sarebbero venuti a conoscenza in molti e numerose persone avrebbero visto i filmati. Uno di questi testimoni ha riferito che L.M. gli disse “se mando questi video alle Iene ed a Striscia la Notizia posso fare un sacco di soldi, ma non voglio fare una cosa del genere a don omissis, che mi ha sempre aiutato”.

Michele Sodrio

L’avvocato Michele Sodrio, legale di L.M., commenta così l’udienza di oggi: “Alla fine di tutti i numerosi testi d’accusa sono ottimista per la posizione del mio assistito e sono certo che, attraverso il suo esame, le intercettazioni ambientali a suo favore già acquisite in atti e i tanti testimoni della difesa, tra cui Pio e Amedeo ed il vescovo Pelvi, riusciremo a dimostrare che non vi fu mai alcuna estorsione ai danni del sacerdote. Al di là della mia funzione di difensore in questo processo, conservo stima e considerazione per l’ex direttore della Caritas, che ha sempre aiutato tutti, compresi molti detenuti. Mi auguro che questa vicenda si chiarisca senza ulteriori sofferenze”. Prossima udienza ad aprile per l’esame dei due imputati, poi si comincerà con i testi della difesa. Il processo è presieduto dal giudice Cesarano, a latere Mannini e Benigno, pubblico ministero Stella. 

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