La nuova sfida (nel privato) di Ferrandina: “Assistenza a pazienti oncologici lontani da ospedali per il Covid”

“Nel Foggiano esistono delle zone più a rischio come quelle in prossimità di discariche abusive o dove persiste inquinamento ambientale, e in quei terreni agricoli dove si fa uso di prodotti chimici sulle colture”

“La parabola professionale porta al compimento della propria missione o dei propri intenti operativi. Ad un certo punto della carriera ho voluto affrontare una nuova sfida, quella di poter approntare un’offerta specialistica in campo ematologico anche nel privato, soprattutto perché la necessità dell’offerta sanitaria in questo campo è in continua crescita”. Ha motivato così il suo trasferimento dal Policlinico Riuniti di Foggia al San Francesco Hospital, la nuova struttura del Gruppo Telesforo, il dottor Celeste Ferrandina.

Ed è già partita la nuova sfida. “Sono qui da poche settimane, voglio approntare un’offerta sanitaria con la diagnostica di base che possa contribuire a sgravare il peso assistenziale nei confronti delle strutture pubbliche, soprattutto in questo particolare momento dove la pandemia da covid 19 tiene lontano dagli ospedali i pazienti oncologici ed oncoematologici che saltano, evitano i controlli ed interrompono le terapie. Sbagliato perchè così aggravano il proprio stato di salute”.

Poi Ferrandina ha fatto il punto della situazione sui malati in Capitanata. “L’incidenza delle malattie ematologiche in provincia di Foggia non si discosta dal dato nazionale. Nel Foggiano esistono delle zone più a rischio come quelle in prossimità di discariche abusive o dove persiste inquinamento ambientale, e in quei terreni agricoli dove si fa uso di prodotti chimici sulle colture”.

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