Caporalato, Di Bari: “Molto dispiaciuto per mia moglie. Ma entrambi nutriamo completa fiducia nella magistratura”

Il capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione scrive a l’Immediato: “Sempre assunto comportamenti improntati al rispetto della legalità”

“In relazione alle notizie di stampa, desidero precisare che sono dispiaciuto moltissimo per mia moglie che ha sempre assunto comportamenti improntati al rispetto della legalità”. Inizia così la breve nota inviata a l’Immediato da Michele Di Bari, originario di Mattinata e capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, incarico che ha iniziato a ricoprire quando Matteo Salvini era ministro degli Interni del governo “giallo-verde”.
“Mia moglie, insieme a me, nutre completa fiducia nella magistratura – prosegue Di Bari – ed è certa della sua totale estraneità ai fatti contestati, confidando che presto la misura dell’obbligo di dimora sarà revocata”.

L’operazione anticaporalato di oggi in provincia di Foggia coinvolge 16 persone, 2 finite in carcere (due migranti), 3 ai domiciliari e 11 con obbligo di presentazione alla pg. Le accuse sono intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro per presunti reati commessi tra luglio e ottobre 2020. Il territorio interessato dall’operazione dei carabinieri è in particolare quello di Manfredonia e Mattinata e vede coinvolte dieci imprese, tutte sottoposte a controllo giudiziario. Per la moglie di Di Bari è scattato l’obbligo di presentazione alla pg. Il marito è attuale capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, in passato viceprefetto di Foggia, poi prefetto a Vibo Valentia, Modena e Reggio Calabria. L’operazione porta la firma dei carabinieri di Manfredonia e dei colleghi del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Foggia.

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