Morte di Roberto Vece, i familiari: “È impossibile che si sia suicidato, era un ragazzo sereno e felice”

L’avvocato Sodrio: “Stava andando a proporsi allo stabilimento Fiat. Faccio un appello ad eventuali testimoni: chi ha visto qualcosa, anche solo passando in auto sulla stessa strada, si presenti”

Dopo tre giorni dal tragico incidente in agro di Melfi, nel quale ha perso la vita il 24enne di Carapelle Roberto Vece, continuano a circolare, anche tra gli investigatori, le voci di un possibile suicidio. Sull’investimento del giovane sta indagando la Procura di Potenza ed i carabinieri di Melfi e sono già state disposte due consulenze tecniche: l’autopsia sul cadavere, che verrà eseguita il prossimo 7 dicembre tramite il noto medico legale di Bari Francesco Introna, e la ricostruzione della dinamica di quanto accaduto (in particolare, sul punto esatto della strada in cui il giovane è stato investito), tramite un ingegnere specializzato in incidentistica stradale.

Un po’ per le particolari circostanze dell’investimento, un po’ perché il giovane Roberto Vece si trovava fuori dalla zona dove risiedeva senza apparente motivo, hanno cominciato a diffondersi le voci di un possibile suicidio, voci che avrebbero trovato un qualche credito anche negli investigatori, che stanno cercando di ricostruire perché il ragazzo si trovava nella zona di Melfi e soprattutto in quali circostanze è stato investito dall’autocarro condotto da un 58enne del posto, ora indagato per omicidio stradale.
Sulla vicenda abbiamo anche sentito l’avvocato Michele Sodrio, legale di alcuni dei familiari di Roberto Vece: “Non esiste alcun suicidio, perché Roberto era un compagno e soprattutto un padre felice, mai per nessun motivo al mondo avrebbe abbandonato sua moglie e la sua bambina di due anni e due mesi, che ancora crede che il papà sia fuori zona per lavoro. Roberto si trovava nella zona di Melfi semplicemente in cerca di lavoro, molto probabilmente stava andando a proporsi allo stabilimento Fiat, dove aveva già lavorato in passato con un contratto a termine e dove desiderava tanto tornare ad essere un dipendente. Soprattutto non aveva mai manifestato disagio o preoccupazioni di qualche rilievo, quindi escludiamo nella maniera più assoluta che possa avere anche soltanto pensato al suicidio. Attendiamo gli esiti dell’autopsia e soprattutto della consulenza tecnica per accertare la dinamica dell’investimento, nella quale abbiamo nominato anche un nostro consulente, esperto di incidentistica stradale”.

Poi Sodrio conclude: “Faccio un appello ad eventuali testimoni: chi ha visto qualcosa, anche solo passando in auto sulla stessa strada, si presenti o contatti i carabinieri di Melfi. Roberto è purtroppo l’ennesima vittima di quella strage silenziosa che si consuma ogni anno sulle nostre strade. Ha trovato la morte mentre andava a cercare lavoro per sé e per la sua famiglia, appena un mese e mezzo dopo avere festeggiato con grandissima gioia il secondo compleanno della sua bambina”.

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