L’ora del giudizio per De Benedictis e Chiariello. E sui loro telefoni spuntano elementi di “rilievo investigativo”

Per questa vicenda si sono costituiti parte civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri, i Ministeri della Difesa e della Giustizia e l’Ordine degli Avvocati di Bari. Inchiesta potrebbe allargarsi

L’ora del giudizio per l’ex gip Giuseppe De Benedictis e per l’ex avvocato Giancarlo Chiariello, entrambi accusati di corruzione in atti giudiziari. I due sarebbero stati al centro di un giro di tangenti per favorire alcune scarcerazioni. Per questa vicenda si sono costituiti parte civile il Governo (Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri della Difesa e della Giustizia) e l’Ordine degli Avvocati di Bari.

Ora l’appuntamento è al 14 dicembre per valutare eventuali richieste di riti alternativi. A febbraio 2021, come riportato da Repubblica Bari, è prevista la requisitoria dell’accusa e a fine marzo le discussioni di parti civili e difese. La decisione sull’eventuale rinvio a giudizio o la sentenza al termine del processo con rito abbreviato, se come è prevedibile sarà la scelta di tutti gli imputati, è attesa entro aprile 2022.

Gli imputati, oltre a De Benedictis e Chiariello, sono Alberto Chiariello (figlio di Giancarlo), l’avvocato Marianna Casadibari dello studio Chiariello, il pentito di Vieste Danilo Pietro Della Malva alias “U’ Meticcio”, Roberto Dello Russo e i foggiani Michele Pio Gianquitto e Antonio Ippedico. Imputato anche un appuntato dei carabinieri in servizio nella sezione di Pg della Procura di Bari, Nicola Vito Soriano, che risponde di corruzione e di rivelazione del segreto d’ufficio. Per le accuse di corruzione, De Benedictis e Chiariello sono finiti in carcere il 24 aprile scorso e poi ai domiciliari. L’ex gip, però, è ancora in cella per un’indagine su possesso di armi.

Intanto, resta sempre viva la possibilità che l’inchiesta si allarghi e coinvolga altri professionisti. È emerso che i carabinieri di Bari avrebbero ritrovato a casa di De Benedictis una serie di atti di indagine e processi relativi ad amici e conoscenti, dei quali il giudice non era deputato ad avere copia. Inoltre, come pubblicato ancora da Repubblica Bari, dalle consulenze informatiche sui telefoni di De Benedictis e Chiariello sarebbero emerse “circostanze di rilievo investigativo da approfondire”. (In alto, in foto, De Benedictis e Chiariello)

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