Detenuto del carcere di Foggia condotto in ospedale, ma in Pronto soccorso aggredisce i poliziotti. Lo sfogo del Sappe: “Basta”

Attimi di tensione al Riuniti a causa delle escandescenze di un 31enne con problemi psichiatrici. La denuncia del sindacato dei penitenziari

“E siamo a 14 aggressioni dall’inizio dell’anno da parte di detenuti avvenute nel carcere di Foggia, perlopiù psichiatrici, che si scagliano senza alcuna pietà contro i poliziotti penitenziari inermi che non possono nemmeno difendersi in maniera adeguata poiché verrebbero subito denunciati per violenza e tortura”. Lo rende noto il sindacato Sappe in un comunicato del segretario nazionale, Federico Pilagatti.

“I fatti: nel pomeriggio di ieri 17 novembre, su richiesta dello psichiatra in servizio al carcere di Foggia, un detenuto di origini foggiane di anni 31 con problemi psichiatrici, verso le 16 circa è stato accompagnato in ospedale. Una volta giunti al policlinico, il detenuto sarebbe stato ospitato in una stanza appartata per non creare problemi alle persone presenti nel Pronto soccorso, in attesa dello specialista per la visita.

Poco dopo è giunto lo psichiatra dell’ospedale che ha posto alcune domande al detenuto che, invece di rispondere, ha inveito contro lo stesso cercando di colpirlo con un’asta per la flebo presente nella camera. Prontamente e coraggiosamente sono intervenuti, in maniera passiva, i poliziotti presenti che si sono interposti tra i due al fine di evitare che venisse colpito il sanitario.

Purtroppo l’asta ha centrato due agenti i quali hanno riportato contusioni sulla schiena con prognosi di alcuni giorni. Altri poliziotti intervenuti hanno infine bloccato il detenuto riportando la situazione sotto controllo”.

Secondo il Sappe, “questa ennesima aggressione dimostra come sia fallita la gestione sanitaria dei detenuti psichiatrici da parte dell’ASL di Foggia, nonché la politica nazionale che ha voluto la chiusura degli ospedali psichiatrici ma che non ha offerto alcuna alternativa, se non le REMS che dovevano gestirli, ma che nei fatti non sono adeguate. Per cui i detenuti con problemi psichiatrici sono poco curati se non abbandonati nelle sezioni detentive a stretto contatto con gli altri detenuti a cui creano enormi problemi che debbono poi essere risolti dai poliziotti in servizio, a cui non spetta questo compito e non hanno alcuna preparazione tecnica”.

“Ormai la delegittimazione dell’unico baluardo a garanzia delle Istituzioni nelle carceri ha ingenerato nei detenuti la convinzione che possano fare tutto quello che vogliono – prosegue Pilagatti -, con arroganza e prepotenza, mentre i poliziotti che cercano di far rispettare le leggi e la legalità sono sottoposti, giornalmente, a minacce, aggressioni verbali e di fatto.

Purtroppo tutto ciò accade anche perché un’istituzione voluta da un certa politica quali i ‘garanti dei detenuti’, (un doppione visto che la legge già prevede da anni un ‘vero garante dei detenuti’ che è il magistrato di sorveglianza), non si preoccupa di verificare in maniera corretta quello che effettivamente accade nelle carceri. Si fa solo da cassa di risonanza per i detenuti, con lo scopo di  affossare del tutto la sicurezza e l’Istituzione carceraria. Proprio per questo il SAPPE non ci sta più, e dopo varie riunioni con i poliziotti di Foggia, ormai esasperati, sta organizzando una manifestazione di protesta molto eclatante poiché non è più possibile lavorare in grave carenza di organico ed in forte pericolo tra l’incudine dei detenuti, sempre più violenti e prepotenti, ed il martello dell’amministrazione penitenziaria pronta a colpire qualsiasi comportamento di difesa, adottato per riportare la legalità ed il rispetto delle leggi”.



In questo articolo: