“Io sono Francesco Traiano”, Foggia scende in piazza ad un anno dalla morte del giovane. “È tempo di agire”

Il nipote Alfredo: “Ricordiamo un commerciante ingiustamente ucciso. Il silenzio di tutti noi dà sempre più spazio alla criminalità, insieme tutti dobbiamo far capire che la Foggia per bene c’è e si sente”

“A distanza di un anno dalla morte di Francesco Paolo Traiano, ucciso durante una rapina al suo bar, la città deve continuare a ricordare quel tragico evento e a indignarsi, sottolineare che non ha mai girato la testa dall’altra parte e non ha intenzione di farlo”. Lo riporta un comunicato dell’associazione “Ottavia Foggia”.
“Per questo – si legge -, il 9 ottobre 2021 (ad un anno dalla morte del giovane, ndr) si terrà in Piazza Cesare Battisti alle ore 19 una manifestazione in ricordo di Francesco alla quale l’intera cittadinanza è invitata”.

Il commento di Alfredo Traiano, nipote di Francesco: “Sabato 9 ottobre verrà fatta una manifestazione in memoria di Traiano Francesco Paolo per ricordare un commerciante ingiustamente ucciso a seguito di una rapina. Una vera e propria esecuzione per affermare il proprio potere, fenomeni sempre più noti in questa città. Il silenzio di tutti noi dà sempre più spazio alla criminalità, insieme tutti dobbiamo far capire che la Foggia per bene c’è e si sente Francesco, perché è davvero ingiusto essere uccisi mentre si fa il proprio lavoro. L’unione fa la forza, allora iniziamo a manifestare assieme, non più solo attraverso social, ma mettendoci la faccia. Anche in silenzio. Ma insieme. È arrivato il momento – continua il giovane Alfredo – che oltre alla mia voce ci sia anche la vostra per aiutarmi a dare la vera giustizia, quella esemplare, quella che meritano, perché mio zio non meritava di essere ucciso solo perché lavorava. ‘Non voglio essere il prossimo Francesco Traiano’, questa è la frase che ci deve spingere a scendere in quella piazza, perché tutti non lo vorremmo. E allora facciamo risuonare dentro di noi questa frase e agiamo. Per Francesco, e per noi, perché tutti siamo parte di questa rapina, chi complice e chi vittima”.

“Noi dobbiamo dare un segnale netto alla città e all’opinione pubblica tutta – aggiungono i ragazzi di Ottavia Foggia -. Se da una parte c’è una generazione giovane che pratica la violenza come forma di realizzazione, che prova ad infestare i luoghi pubblici con la rabbia e la sopraffazione, che uccide un giovane lavoratore, dall’altra parte ci sono ragazzi e ragazze che la mattina si svegliano per andare a scuola, per andare a lavorare, nonostante siano spesso sfruttati e mal pagati; noi vogliamo rappresentare questi ragazzi, vogliamo farlo senza ambiguità e in questa manifestazione vogliamo chiedere a gran voce giustizia per Francesco. Detto questo, il fatto che la stragrande parte dei reati a Foggia sia commessa da giovani sotto i trent’anni non può continuare a passare come un fenomeno inosservato. Abbiamo scritto tanto sul tema, abbiamo provato a confrontarci con le istituzioni trovando spesso la porta chiusa. Bisogna intervenire subito, lanciamo un messaggio chiaro: mai più storie come quella di Francesco”, concludono i ragazzi di Ottavia Foggia.





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