Sul Gargano la mala si impone ancora con gli animali, terreni occupati abusivamente. “Molti hanno paura di denunciare”

La storia si ripete nei meandri del promontorio. A Mattinata un proprietario di terreno, con coraggio, ha segnalato la vicenda alle autorità. Ma finora nessun segnale concreto dalle istituzioni

Tutto iniziò negli anni ’70 quando due famiglie montanare iniziarono ad uccidersi per animali e terreni. Ma ad oltre 40 anni di distanza, poco o nulla sembra essere cambiato nei meandri del Gargano dove la mala continua ad imporsi attraverso la “simbolica” occupazione di ettari di terreno. Un segnale di supremazia attraverso il pascolo del proprio bestiame su terreni altrui e persino lungo le strade asfaltate, con evidenti disagi alla circolazione.

A Mattinata, nell’area che porta verso la Foresta Umbra, un uomo del posto, il 73enne Luigi Prencipe, ha segnalato alle autorità un caso piuttosto emblematico di occupazione abusiva. In una lettera inviata al prefetto Carmine Esposito, al procuratore Ludovico Vaccaro, al Ministero dell’Interno e all’Arma dei Carabinieri si legge: “Nel mese di giugno, più precisamente nei primi giorni, ho avuto un incontro – alla presenza anche di altri – con il sindaco del Comune di Mattinata, Michele Bisceglia, al quale ho denunciato che persona nota del paese L.P. e suo figlio, entrambi allevatori, da anni pascolano abusivamente sul demanio comunale e più precisamente sulle contrade Grasso, Paratina ed Alvaro, occupando di fatto in esclusiva circa 40 ettari del territorio comunale”.
Secondo chi denuncia, i “pastori hanno provveduto a recintare con filo spinato tali appezzamenti e, in aggiunta, per avvalorarne il possesso in esclusiva, hanno posizionato in diverse zone delle vasche da bagno per l’abbeveraggio del loro bestiame. Il sindaco Bisceglia in mia presenza, come di altri, ha verificato che gli stessi prevenuti non avevano e tutt’ora non hanno la prevista ‘Fida pascolo'”, per questo il primo cittadino “avrebbe provveduto ad informare le autorità competenti per multarli nonché denunciarli per il loro abuso e far rimuovere sia il cennato filo spinato che le narrate vasche da bagno. La legalità, va specificato, è un tema molto caro al nostro sindaco il quale ha basato l’intera sua campagna elettorale su questo sostantivo e pertanto egli ha anche elogiato il mio atteggiamento”.

Nel riquadro, il prefetto Carmine Esposito

Inoltre, il denunciante avrebbe fatto presente al sindaco che il territorio in questione “è oggetto – riporta ancora la lettera – di una importante strada che collega il nostro comune al nord del Gargano ed in particolare alla rinomata Foresta Umbra – strada molto trafficata in modo particolare d’estate -, e che gli enunciati allevatori lasciano liberamente al pascolo il loro bestiame senza alcuna custodia lungo tale via con grave pericolo per l’incolumità pubblica. Naturalmente i regolari possessori di ‘Fida pascolo’ tra cui il sottoscritto sono di fatto impediti a pascolare il proprio bestiame sul sopraindicato demanio – insiste chi scrive -. Ancora, il fatto che i prevenuti circoscrivessero con il filo spinato dette zone ha comportato che molti proprietari di terreni in essi inclusi siano bloccati ad accedere ai propri terreni di proprietà, ma costoro non denunciano per paura. Di più ancora; risultano agli atti dei locali carabinieri (anche forestali) diverse denunce in merito per pascolo abusivo.
A distanza di oltre 100 giorni dall’incontro in esordio nulla è cambiato, anzi: la situazione è
peggiorata! E allo scrivente non risulta che il sindaco di Mattinata abbia concretato alcun atto per ovviare a questo illegale stato di cose. Se quindi davvero ad oggi non dovesse essere stato posto in essere alcun intervento tangibile, risulta gravissimo che il sindaco Bisceglia, pur ricevendo tale esposto, sia rimasto silente. Su tutto, è bene ricordare che il nostro Comune si è appena riabilitato dalla procedura per infiltrazioni mafiose per cui ha subito un commissariamento di ben 18 mesi”. La lettera termina con la richiesta “che si prendano i dovuti provvedimenti e si faccia cessare tali disoneste condotte”.

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