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Home - “Chiavi” e “documenti”, il linguaggio in codice di Landella per intascare mazzette. I sospetti dei magistrati sull’ex sindaco

“Chiavi” e “documenti”, il linguaggio in codice di Landella per intascare mazzette. I sospetti dei magistrati sull’ex sindaco

Di Francesco Pesante
24 Giugno 2021
in Inchieste
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“Parametri”, “pollaio”, “chiavi”, “documenti” sono alcune delle parole in codice emerse nell’inchiesta sul presunto giro di tangenti al Comune di Foggia. Il termine “parametri” serviva ad indicare le tangenti, il “pollaio” era invece il consiglio comunale con i “polli” – ovvero i consiglieri comunali – da sfamare. Al centro dello scandalo ci sarebbe l’ex sindaco Franco Landella sul quale pesa l’accusa di corruzione. Tra gli episodi principali c’è quello della presunta mazzetta intascata da Paolo Tonti, costruttore locale che avrebbe pagato per farsi sbloccare un mega progetto edilizio e di servizi nella zona dell’ospedale.

Tutto sarebbe avvenuto nel giorno di Ferragosto nel 2020, sotto il cocente sole foggiano. “L’analisi dei tabulati di traffico storico dell’utenza di telefonia mobile in uso a Paolo Tonti ha rivelato come quest’ultimo e Franco Landella si siano incontrati nei pressi dell’abitazione del sindaco, proprio nel pomeriggio del 15 agosto 2020”, riportano gli inquirenti.
“L’incontro – si legge ancora – era stato preannunciato da una telefonata nel corso della quale l’imprenditore aveva detto al primo cittadino foggiano di avere necessità di vederlo per consegnarli dei ‘documenti’ di persona”. Secondo i pm Enrico Infante e Roberta Bray, “detta affermazione, oltre che rivelarsi estemporanea e fuori contesto dato che i due stavano parlando di altro, è stata da subito ritenuta meritevole di ulteriori approfondimenti in quanto l’esperienza maturata nell’ambito di questa attività d’indagine suggerisce che i termini ‘fotocopie’ e ‘documenti’ sono stati talvolta utilizzati per fare riferimento ad imprecisate somme di denaro”. Tonti e l’ex sindaco si sono poi incontrati nei pressi dell’abitazione di Landella, in una pasticceria di via D’Addedda.

Tonti: Pronto?

Landella: Uhe Paolo?
Tonti: Dimmi? 

Landella: Niente …Io …alle sette devo stare davanti all’ingresso, a Piazza (Incomprensibile) … 

Tonti: Proprio per questo, mi sono ricordato che me lo hai detto alle cinque e mezza …
Landella:
Bravo! 

Tonti: …Sì, ma tu dove stai già a Foggia? 

Landella: Io sto arrivando a Foggia, fra una ventina di rninuti, mezz’ora sto a Foggia.
Tonti: Ma dove devi andare a casa tua da qualche parte?
Landella: Sì, vado a casa mia, vado a casa mia a metterrni giacca e cravatta e…

Tonti: Eh e senti, se ci vediamo da, dove ci dobbiarno vedere (Le voci si sovrappongono) … 

Landella: E così mi dai le chiavi del locale mi dai!? 

Tonti: Sì, sì, no, ti do i documenti così te li leggi con calma

Landella: E… Il… Il locale che mi hai detto che sta la campagna elettorale che… (Le voci si sovrappongono) 

Tonti: E sì vabbè, poi lo vediamo… Lo vediamo dopo, non ti preoccupare adesso… 

Landella: Va bene… Ok, d’accordo…
Tonti: E quindi dove ci vediamo?
Landella: E ci vediamo vicino casa a questo punto!?
Tonti: Aspetta, che via è, non mi ricordo, via?
Landella: Via Daddedda, via Daddedda …
Tonti: Ah sì, sì vabbè dai, tanto io sto … che è quà (Incomprensibile)

Landella: …Vieni alla pasticceria.
Tonti: Ah va bene, d’accordo …
Landella: Eh ok, ciao.
Tonti: Vabbè ci vediamo fra poco, ciao.
Landella: Ciao, ciao. 

“Nella giornata del 15 agosto, giorno d’incontro tra Landella e Tonti – ricordano gli inquirenti -, la delibera comunale del 21 luglio 2020 (riguardante l’appalto edilizio, ndr) è diventata esecutiva”.

Secondo i magistrati “è verosimile ritenere che il termine ‘documenti’ fosse stato utilizzato dall’ imprenditore edile per far riferimento ad una somma di denaro, quest’ultima corrispondente con la quota della tangente a cui avevano fatto riferimento Antonio Capotosto e Leonardo Iaccarino (entrambi ex consiglieri comunali) nel corso di un dialogo captato il successivo 24 agosto, laddove l’ex presidente del consiglio comunale (Iaccarino) si era chiesto come mai Franco Landella non lo avesse contattato proprio il 15 di agosto”. 

Sempre stando alle carte dell’inchiesta, nel corso della conversazione telefonica, Landella e Tonti “alludono ad una consegna, facendo dapprima riferimento a delle chiavi e, poi, a dei documenti. L’assoluta eterogeneità tra i due termini fa intendere che il referente cui alludono sia un quid che deve rimanere occulto, cioè un che di illecito. Appare inusuale che un sindaco e un imprenditore si incontrino per la consegna di documenti o chiavi il giorno della festività di Ferragosto. Solo un interesse particolarmente spiccato può rendere ragione di un simile incontro. Che l’incontro si sia effettivamente tenuto è dimostrato dall’analisi dei tabulati acquisiti dalla PG”.

E ancora: “La conversazione è altresì riscontro individualizzante per il corruttore Paolo Tonti, a carico del quale militano pure gli ulteriori elementi di prova costituiti dalle numerose conversazioni intercettate, durante le quali il sottobosco politico locale lo individua quale principale interessato alla deliberazione per la proroga dell’accordo di programma per la Tonti Raffaele Coer s.r.l. e quale illecito sovventore del sindaco per far sì che l’operazione vada a buon fine”. 

Paolo Tonti

Le transazioni bancarie effettuate da Tonti

Dei rapporti tra Landella e Tonti, Iaccarino, grande accusatore dell’ex sindaco, ne parla anche il 10 gennaio di quest’anno durante una conversazione captata con altre due persone nel corso della quale l’allora presidente del consiglio ha palesato l’intenzione di andare a denunciare i fatti di rilevanza penale, di cui asseriva di essere a conoscenza, presso la sede foggiana della Direzione Investigativa Antimafia, aggiungendo di voler fornire indicazioni in merito alle transazioni bancarie effettuate da Paolo Tonti per far fronte al pagamento di una parte della tangente. Nello specifico, il riferimento è ai sessantamila euro da quest’ultimo prelevati e destinati al sindaco Franco Landella (Iaccarino: “Cioè se io racconto loro le circostanze, per esempio, che una settimana prima di Natale andava tutti i giorni in banca Paolo Tonti per cercare di raggiungere la tangente di sessantamila euro da dare al sindaco, questi possono andare a verificare”.

“Numerosi prelievi”

Infine, in un’altra captazione, “Leonardo Iaccarino – riportano le carte degli inquirenti – ha chiaramente detto quanto segue: di aver ricevuto una busta contenente duemila euro in contanti a saldo dei cinquemila che gli spettavano per aver votato a favore degli interessi della Tonti Raffaele Coer S.r.l. lo scorso 21 luglio; di aver ricevuto la busta direttamente dalle mani di Daniela Di Donna (moglie di Landella, ndr) in occasione dell’ultima riunione del consiglio comunale di Foggia (effettivamente tenutasi il 15 dicembre 2020, ndr) e che la stessa conteneva del denaro contante, anche in questo caso metaforicamente indicato con il termine ‘documenti’; che il sindaco Franco Landella ha riscosso una maxi tangente dallo stesso imprenditore e che poi ha distribuito la somma di cinquemila euro a ciascuno dei venti consiglieri comunali che hanno votato l’accapo (in realtà risulta che hanno votato in diciassette, sindaco compreso, ndr), per un totale di centomila euro; la dazione delle illecite ricompense in denaro ha avuto luogo in un’area degli uffici comunali dove vi è un sistema di videosorveglianza che potrebbe aver registrato le immagini; Paolo Tonti ha effettuato numerosi prelievi in banca in un determinato periodo dell’anno, al punto di essere stato contattato dall’istituto di credito di riferimento per fornire spiegazioni sulle movimentazioni effettuate; Michele D’Alba (imprenditore foggiano che compare spesso nelle carte dell’inchiesta, ndr) ha pagato, per conto di quest’ultimo, la prima tranche della tangente”.

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Tags: IaccarinoLandellatangenti comune di FoggiaTonti
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