I Monti Dauni non vogliono morire e ora sperano nel Pnrr. “Niente più campanilismi, ma servono progetti seri”

Vertice tra i sindaci del Subappennino e l’onorevole dei 5 stelle, Giorgio Lovecchio. “Nuovi progetti per dare slancio”

“Chiediamo come arriveranno questi finanziamenti. Si parla di Pnrr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), recovery plan ma non sappiamo ancora in quale direzione andare. Dobbiamo sicuramente abbandonare i campanilismi, ci servono strade e ferrovie che funzionino. Ci serve l’aeroporto. Chiedo fortemente che venga realizzato un invaso nella nostra area (Monti Dauni del sud) impossibilita ad attingere acqua. Al nord hanno diga di Occhito, qui non c’è nulla”. Così il sindaco di Bovino, Vincenzo Nunno tra i protagonisti di un incontro tra primi cittadini dei Monti Dauni e l’onorevole foggiano del M5s Giorgio Lovecchio per chiedere lumi sui fondi Pnrr.

“Serve una visione di medio lungo periodo – ne è convinto il sindaco di Biccari, Gianfilippo Mignogna -. Bisogna rafforzare l’assistenza medica, la mobilità e il diritto di restare nei nostri territori. La strategia è inquadrare il Pnrr insieme allo sviluppo dell’area interna che rappresenta il nostro modo di essere”.

Tommaso Lecce, sindaco di Orsara di Puglia: “Per il recovery plan presenteremo la nostra strategia dei Monti Dauni. Occorrono infrastrutture non solo rurali. Penso alla Regionale 1 e a infrastrutture per l’irrigazione altrimenti non ci svilupperemo mai”.

“Abbiamo bisogno di attenzione e coesione – le parole del sindaco di Casalvecchio di Puglia, Noe Andreano -. Con il Pnrr possiamo ritrovare coesione tra noi. Ci servono politiche che avvantaggino il lavoro ed evitino lo spopolamento. Bisogna fare presto, questa è una delle ultime occasioni per farlo”. Infine, Lovecchio: “Concentriamo le forze su alcuni progetti che potrebbero dare slancio alle aree interne, problema che attanaglia l’Italia intera”.



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