Nomine e appalti nella sanità foggiana, rinviati a giudizio i due Cera e il direttore generale dell’Asl di Foggia

Napoleone Cera non ci sta: “A processo per aver ascoltato i problemi della gente in segreteria”

“Sono stato accusato di aver fatto una politica con una ‘salumeria’ come segreteria politica. Ebbene non per aver preso soldi, non per aver truffato, rubato o truccato concorsi, il peccato è stato quello di avere avuto una segreteria sempre piena di gente che voleva essere solo ascoltata e qualche volta incoraggiata”. È il commento dell’ex consigliere regionale Napoleone Cera dopo il rinvio a giudizio per l’inchiesta “C’era una volta” assieme al padre, Angelo.
“Aristotele diceva che la ‘politica’ è l’amministrazione della ‘polis’ per il bene di tutti – ha proseguito -. Oggi subisco questo rinvio a giudizio, seppur con un quadro mutato e con meno capi d’accusa iniziali, sapendo di aver sempre agito nell’interesse del mio territorio e dei miei concittadini senza mai aver tratto vantaggio personale di nessun tipo. Vado a processo, quindi, a testa alta, perché la mia politica, che è poi anche quella della mia famiglia, è fatta di sorrisi, strette di mani e di abbracci. In questa brutta vicenda non mi avete lasciato un attimo – ha concluso riferendosi agli elettori -, facendomi sentire sempre protetto dal vostro affetto. Sono convinto che continuerete a farlo non solo perché mi conoscete ma anche perché, potete starne certi, non lascerò mai nessuno per strada soprattutto quando ci si sente abbandonati dalle Istituzioni. Vado avanti, estraneo ai fatti addebitatemi e pienamente fiducioso nel lavoro della magistratura”.
Con loro andranno a processo anche il direttore generale dell’Asl di Foggia, Vito Piazzolla, e l’ex consigliera comunale di Manfredonia, Immacolata Rosalia Bisceglia.

Le accuse

A giugno scorso, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari,  al termine di una complessa e prolungata attività di indagine hanno eseguito un provvedimento di avviso di conclusione delle indagini, ex art. 415 bis c.p.p., nei confronti di Cera Angelo (Esponente del partito politico UDC e ex parlamentare della Repubblica italiana, padre di Cera Napoleone) e Cera Napoleone (Consigliere Regionale della Regione Puglia). Le contestazioni sono le seguenti: ipotesi di reato di cui agli artt. 81 co. 2, 110, 56 e 319 quater c.p., in ragione di pressioni che si sarebbero tradotte in tentativi di induzione indebita a dare o a promettere utilità esercitati dai Cera nei confronti degli amministratori del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, al fine di ottenere l’assunzione, presso l’Ente, di alcune persone.

Tali condotte non avrebbero sortito però l’effetto voluto dai Cera proprio in conseguenza della ferma opposizione da parte degli stessi amministratori del Consorzio; ipotesi di reato di cui agli artt. 110 e 319 quater co. 1, per un presunta induzione indebita a dare o promettere utilità, esercitata dai Cera nei confronti del Direttore Generale della ASL Foggia, Vito Piazzolla, tesa a bloccare o comunque sospendere il processo di affidamento alla società “Sanitàservice ASL FG Srl” dell’attività di Centro Unico di Prenotazione (C.U.P.). Tale condotta avrebbe provocato il mancato avvio del C.U.P. che, internalizzato nell’ambito della ASL Foggia, avrebbe prodotto un sensibile risparmio di spesa pubblica. I Cera avrebbero, nella circostanza, avvantaggiato una società di servizi sulla quale avrebbero potuto influire, soprattutto, in termini di assunzioni di personale dipendente; ipotesi di reato di cui agli artt. 110 c.p. e all’art. 86 co. 2 D.P.R. 570/1960, in ragione dell’ipotizzato ottenimento della posizione lavorativa di una persona molto vicina a  Rosalia Bisceglia, consigliere comunale di Manfredonia (FG), in cambio del voto da parte di quest’ultima a favore di un candidato sostenuto da Angelo e Napoleone Cera, in occasione dell’elezione del Consiglio Provinciale di Foggia; ipotesi di reato di cui agli artt. 81 co. 2, 110, 319 in relazione ad un ipotizzato accordo corruttivo con Michele Emiliano, finalizzato a condizionare la procedura di nomina, da parte del Presidente della Regione Puglia, del commissario dell’ASP (Azienda pubblica di Servizi alla Persona) “Castriota e Corropoli”. 

Al direttore generale dell’Asl di Foggia, Vito Piazzolla, rinviato a giudizio, vengono contestati i reati di  cui agli artt. 81, co. 2, 319 quater co. 2, 323 c.p., in quanto il Direttore Generale della ASL di Foggia avrebbe assecondato alle richieste avanzate dai Cera, in violazione di obblighi di legge, e disposto il blocco o comunque la sospensione del processo di affidamento alla società “Sanitàservice ASL Fg Srl” dell’attività di gestione del C.U.P. dell’ASL di Foggia. L’iter di internalizzazione all’ASL sarebbe stato prossimo alla definizione e avrebbe comportato per la stessa ASL di Foggia vantaggi in termini di risparmio di costi. Ma la condotta del Pubblico Ufficiale non avrebbe permesso ciò ed anzi avrebbe consentito un ingiusto profitto a favore della stessa società di servizi vicina ai Cera sulla quale, come detto, gli stessi avrebbero potuto influire. Infine, Immacolata Rosalia Bisceglia (Consigliere Comunale di Manfredonia) per l’ipotesi di reato di cui all’art. 86 co. 2 D.P.R. 570/1960 per voto di scambio. (In alto, i due Cera e Piazzolla)