La mafia foggiana approda su Sky con Piervincenzi: “Ho trovato la stessa omertà di Palermo, un mutismo malato”

In onda su TV8 “Mappe Criminali”, quarta puntata dedicata ai clan della “Società Foggiana” e ai boss Li Bergolis. Il giornalista: “Qui una criminalità in evoluzione e una politica inadeguata”

Uno spaccato crudo della mafia foggiana nella quarta puntata di “Mappe Criminali” con il giornalista d’inchiesta Daniele Piervincenzi. Appuntamento stasera su Tv8, canale in chiaro della piattaforma Sky, alle 23:40 (nei prossimi giorni andrà in replica in prima serata). Nella terza provincia più grande d’Italia, con una criminalità efferata ma ancora poco conosciuta, Piervincenzi si è buttato a capofitto ricostruendo i legami tra boss e picciotti, interessi mafiosi e narcotraffico ma anche faide e vendette: dal Gargano a Foggia. Non senza difficoltà.

“Ho trovato una cappa pesante, un po’ in tutti i settori – ha detto Piervincenzi a l’Immediato. Dalle amministrazioni cittadine, tranne piccole realtà felici, fino a situazioni estremamente infiltrate e grigie come quella di Foggia. La ‘Società Foggiana’ non ha solo inquinato il tessuto economico consolidando la propria presenza, ma è riuscita ad arrivare ai livelli più alti. Questo è stato sconfortante. Ho trovato una politica non adeguata ad una città grande e importante come Foggia“. Nel docufilm interviste a vittime e carnefici ma anche a politici locali come l’ex consigliera comunale di Foggia, Liliana Iadarola e l’ex vicesindaco di Manfredonia, Salvatore Zingariello.

“Prima della strage di San Marco in Lamis, la mia conoscenza del Foggiano era molto marginale, legata ai cliché che conosciamo: contrabbando e Sacra corona unita. Nella mia mente c’erano immagini in bianco e nero che invece ritroviamo oggi nell’attualità. Fatti inquietanti. Sento ancora qualcuno che parla di mafia dei pascoli, senza considerare le nuove realtà. Venendo a Foggia pensavo di parlare di nuove mafie, invece si tratta di una realtà con radici arcaiche, affondata in generazioni passate”. 

Secondo Piervincenzi, la Puglia rappresenta “un hub commerciale per le rotte del narcotraffico. Da quelle balcaniche fino a quelle olandesi. Ma ho riscontrato collegamenti consolidati anche con le altre regioni della costa adriatica. Parliamo di sodalizi nati centinaia di anni fa, già dai tempi della transumanza e del brigantaggio”.

“Mappe Criminali” punta i riflettori sull’evoluzione delle mafie italiane, compresa quella foggiana, tutte legate da un punto in comune, “la mutua assistenza”. Per Piervincenzi “un sistema criminale è evoluto quando ci si riesce a federare. All’occorrenza a Foggia ci si riesce a consociare. Una volta che si struttura un discorso collegiale, l’organizzazione diventa esportabile. Lo abbiamo visto con la ‘ndrangheta. Si parla di evoluzione quando il business diventa un unico faro. In piccolo l’ho riscontrato anche a Foggia e sul Gargano nella sconfinata galassia di sotto clan dei Li Bergolis“.

Tutto purtroppo favorito da reticenza, omertà, negazione del fenomeno: “Ho riscontrato nel Foggiano la stessa omertà di Palermo e Castelvetrano; quando cominci a parlare delle batterie scatta un mutismo malato, un volersi trincerare. Per loro (i mafiosi, ndr) è inconcepibile che un giornalista da Roma vada a citofonarli”. Piervincenzi ha bussato anche ad un ex boss foggiano, uscito di scena qualche anno fa: “Era esterrefatto di trovarci davanti a lui”. Impermeabilità, spavalderia, senso di impunità totale sono solo alcune delle caratteristiche che verranno fuori dalla puntata sulla Capitanata. “Resto sempre colpito da chi dice ‘tanto si ammazzano tra di loro’. Questa gente forse non si rende conto che i clan stanno cannibalizzando un territorio bellissimo, incidendo in negativo sul futuro dei propri figli“.

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come





Change privacy settings