Quasi 240 milioni di euro per il nuovo ospedale di San Pio, il mega progetto di Casa Sollievo sul tavolo di Draghi. “Sarà una struttura 4.0”

Il pacchetto di interventi ha già ricevuto l’ok del Consiglio comunale di San Giovanni Rotondo e, da diverso tempo, è stato recepito dalla Regione Puglia per il documento inviato al premier nell’ambito del Recovery plan

A 65 anni esatti dall’inaugurazione, l’ospedale di San Pio getta le basi per il nuovo ospedale. Un piano ambizioso da 234 milioni che consentirebbe, secondo il direttore generale Michele Giuliani, di avere una “struttura 4.0”. Il nosocomio, infatti, pensato negli anni Cinquanta, ha dimostrato tutti i limiti strutturali durante la pandemia Covid. Lo sforzo organizzativo è risultato parecchio farraginoso, comportando notevoli difficoltà nella rimodulazione rapida delle aree dedicate ai pazienti contagiati. Inoltre, l’inserimento nella rete regionale degli hub di riferimento, ha accelerato la necessità di intervenire celermente. Tutto questo, mentre continuano a susseguirsi voci di forti interessi per l’acquisto, con importanti gruppi pronti a sfruttare il turbinio degli ultimi mesi in Vaticano. Il pacchetto di interventi, ha già ricevuto l’ok del Consiglio comunale di San Giovanni Rotondo e, da diverso tempo, è stato recepito dalla Regione Puglia per il documento inviato al premier Mario Draghi nell’ambito della programmazione delle risorse del Recovery plan. L’ambizione è quella di recuperare spazi (anche sul fronte parcheggi), migliorare il comfort alberghiero, mettersi al passo con l’imminente rivoluzione green e potenziare l’area del Pronto soccorso con un pesante intervento sull’ala ovest del plesso esistente.

Il fulcro del nuovo progetto è la riqualificazione dell’ospedale con la costruzione di una nuova piastra operatoria, Pronto soccorso e terapia intensiva. L’investimento previsto è di circa 170 milioni. Poi ci sono gli interventi sull’esistente: 600mila euro per l’adeguamento normativo e potenziamento degli impianti tecnologici della terapia intensiva neonatale; 3,5 milioni per l’efficientamento energetico; 3,5 milioni per il potenziamento ed adeguamento degli impianti di condizionamento; 5 milioni di euro per la realizzazione di 10 posti letto di pneumologia sub-intensiva in geriatria; 5 milioni per la realizzazione di 8 nuovi posti letto di terapia intensiva cardiochirurgica; 5 milioni per la realizzazione di 8 posti di medicina di urgenza all’interno degli attuali 80 di medicina generale; 1,7 milioni per la riorganizzazione del Pronto soccorso con adeguamenti strutturali legati alla differenziazione dei percorsi e al potenziamento di 9 posti in O.B.I. osservazione breve; 5 milioni per la trasformazione degli alloggi delle suore in area degenze di Oncologia; altri 5 per la trasformazione in area ospedaliera dell’Hotel Approdo Domus Francescana; ancora 5 per gli interventi sulla vulnerabilità sismica e infine l’adeguamento normativo e potenziamento dell’impianto di distribuzione dei gas medicinali nell’area ospedaliera (5 milioni).

Assieme a questo corpus, c’è la parte pubblica che intercetterà, con progetti collaterali (area parcheggi) l’idea di sviluppo per l’Irccs che attualmente conta circa 2.700 dipendenti tra medici, infermieri, biologi, operatori socio sanitari e operatori non sanitari (di questi 164 sono ricercatori: biologi, medici, biotecnologi, statistici, ingegneri, bioinformatici e tecnici).

“Abbiamo la necessità di migliorare e potenziare l’ospedale – commenta Giuliani -, la pandemia ha messo a dura prova tutta l’organizzazione, producendo impatti economici rilevanti per via della riduzione dell’attività ordinaria. L’ingresso nella rete regionale Covid ha stressato ogni aspetto, ma al momento non sappiamo ancora con certezza come verrà remunerato. Bisognerà trovare la quadra in tempi brevi, per rilanciare una eccellenza sanitaria che oggi compie 65 anni. Per questo – conclude – abbiamo presentato alla Regione Puglia questa nuova visione, che è stata trasmessa a Roma per il Recovery”.