Covid, Cinnella del Policlinico Riuniti di Foggia: “Ora arrivano anche malati in condizioni serie che hanno 30 anni”

Reparti pieni e medici sempre più stanchi. L’intervista a Repubblica della primaria dell’unità operativa di Rianimazione del Riuniti

“In questa terza ondata le richieste di soccorso che arrivano al 118 sono elevatissime e i posti letto Covid sono diventati insufficienti. Abbiamo i pronto soccorso e i reparti pieni in tutta la regione. Accade così che soltanto i pazienti molto gravi possano essere portati in ospedale, mentre una alta percentuale di pazienti viene lasciato a casa dal 118″. Sono le parole di Gilda Cinnella, capo dell’unità operativa di Rianimazione al Policlinico Riuniti di Foggia. “Noi medici siamo veramente stremati”, ha detto in un’intervista a La Repubblica.

“In provincia di Foggia, almeno fino a questo momento, perché la situazione cambia in continuazione, la pressione sul sistema ospedaliero è leggermente meno forte di quello che è successo a novembre, nella seconda ondata. E quindi almeno fino ad oggi stiamo riuscendo a reggere l’urto. In questa fase sono altri territori, come le province di Bari, Taranto e di Brindisi, a essere maggiormente in difficoltà”.

Sulla terza ondata, Cinnella ha confermato un trend preoccupante: “Adesso arrivano ammalati in condizioni serie che hanno anche trent’anni. E su questo credo che abbia pesato il messaggio, fatto passare fin dall’inizio, che questa malattia, che peraltro ancora non conosciamo bene, colpiva soltanto le persone anziane. Invece non è così. Il Covid può portare alla morte anche soggetti giovani e senza patologie, anche perché sempre più spesso si arriva in ospedale troppo tardi”. Qui l’intervista completa: LEGGI