Vaccinati saltando le priorità, spunta lista di 300 furbetti nel Foggiano. Elenchi consegnati in Procura

Le verifiche, sia dei Nas sia del Nirs, procedono incrociando nomi con codici fiscali e poi anche con i dati forniti dall’Inps

Vaccinati saltando l’ordine di priorità. Sarebbero almeno 300 i furbetti individuati a Foggia, persone a cui sarebbe stato somministrato il vaccino anti Covid senza l’indicazione della categoria di appartenenza. Nel Barese, invece, risulta esserci un numero eccessivo di disoccupati, anche anziani, scoperti incrociando i dati della Regione con quelli dell’Inps. Dal report anticipato da Repubblica, basato sul lavoro dei Nas e degli ispettori del Nirs, il Nucleo ispettivo regionale, ci sarebbero anche 1.000 ‘operatori sanitari’ ultrasettantenni e i figli e i parenti di odontoiatri fatti passare per assistenti di studio. E ancora: coltivatori diretti, consulenti finanziari, bancari, artigiani. E quei 30mila operatori sanitari che nei conti del governo risultano in attesa di prima dose e negli elenchi pugliesi invece come già vaccinati.

Tutte queste informazioni verranno fornite alla Procura. Il pm Baldo Pisani dovrà fare chiarezza sulle vicende. Intanto gli ispettori continuano a svolgere verifiche sugli elenchi di tutti i centri vaccinali, acquisendo nomi e categorie di appartenenza. I favori sarebbero stati fatti in tutte le provice della Puglia. Le verifiche, sia dei Nas sia del Nirs, procedono incrociando nomi con codici fiscali e poi anche con i dati forniti dall’Inps. “Un’altra questione su cui gli investigatori si stanno soffermando è quella degli operatori sanitari – aggiunge l’edizione barese del quotidiano -, perché non è chiaro come nei report del governo possa comparire quel dato che indica la ‘popolazione sanitaria pugliese’ composta da 141mila 318 persone. Né si capisce come possano risultare ancora 29mila 483 operatori sanitari in attesa della prima dose, quando la maggior parte delle aziende sanitarie pugliesi ha comunicato pubblicamente di avere raggiunto percentuali altissime di copertura, mai inferiori al 90- 95 per cento”.

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