AstraZeneca e casi di trombosi, prof dell’UniFg: “La cosa migliore da fare è restare calmi e lucidi”

Le parole a La Repubblica di Maurizio Margaglione della Società italiana per lo studio della trombosi

La Francia confina i vaccini di AstraZeneca agli over 55, dopo che meno di due mesi fa il suo presidente Emmanuel Macron lo aveva giudicato “pressoché inefficace negli anziani”, salvo poi cambiare idea e consigliarlo a tutti. L’Italia, che prima aveva riservato il vaccino agli under 55, poi agli over 65, ora a tutti, decide di ripartire oggi la campagna con AstraZeneca senza limiti di età. È quanto riporta il quotidiano La Repubblica che in un articolo sui vaccini ha interpellato anche un docente dell’Università di Foggia, Maurizio Margaglione della Società italiana per lo studio della trombosi. “In questo momento la scienza non ha una risposta chiara per spiegare i rari casi di trombosi avvenuti in concomitanza con il vaccino AstraZeneca. In mancanza di informazioni, ognuno sceglie una sua direzione”, ha detto Margaglione a La Repubblica.

Sulle giovani donne che prendono la pillola e hanno anche un fattore genetico che le predispone alla coagulazione tutti i medici sono concordi nel consigliare di non porsi troppi problemi di statistica. Le trombosi venose cerebrali restano rarissime anche con il vaccino. Il Covid invece morde. “Non esiste un test in grado di prevedere il rischio di sviluppare questa malattia”, spiega Margaglione. “La cosa migliore da fare è restare calmi e lucidi, non smettere di prendere la pillola, non correre a fare un test genetico che comunque non ci direbbe nulla di conclusivo e vaccinarci se è il nostro turno”.