Mafia, “vacanze romane” per boss foggiano. Francavilla lascia il carcere e attenderà il verdetto del processo “Rodolfo” dalla Capitale

L’uomo, al vertice del clan Sinesi-Francavilla, è stato condannato in primo grado ad oltre 8 anni di carcere. In attesa della sentenza d’appello anche altri pezzi da Novanta della “Società”

“Vacanze romane” per Antonello Francavilla, 43enne boss della “Società Foggiana”, al vertice del clan Sinesi-Francavilla insieme al fratello Emiliano, al suocero Roberto Sinesi e al figlio di quest’ultimo Francesco. Ok dei giudici ai domiciliari in attesa del verdetto del processo di secondo grado “Rodolfo” per le estorsioni all’azienda agricola Curcelli. A Francavilla erano stati inflitti 8 anni e 6 mesi in primo grado, mentre per altri imputati – che scelsero il rito abbreviato – il procedimento si è già chiuso con condanne definitive. Nelle scorse ore, il boss ha lasciato il carcere ed è stato trasferito ai domiciliari a Roma dove attenderà l’esito del processo d’appello. I giudici hanno accolto l’istanza difensiva in quanto Francavilla ha già scontato circa 5 anni di carcerazione preventiva; inoltre resterà lontano da Foggia.

Gotha, Corona e… Rodolfo

Il capoclan fu arrestato nel 2013 nel blitz antidroga “Gotha” per il quale fu poi condannato in via definitiva a 6 anni di prigione. Una pena che andò in continuazione con quella decisa nel processo “Corona” in cui fu riconosciuto colpevole di associazione mafiosa e condannato a 7 anni e 4 mesi. Nel 2016 ecco “Rodolfo”, maxi retata contro i due clan principali della “Società Foggiana”, Sinesi-Francavilla e Moretti-Pellegrino-Lanza, pizzicati dalla DDA per le estorsioni all’azienda agricola Curcelli, costretta anche ad assumere Dina Francavilla, sorella di Antonello. La donna veniva stipendiata senza lavorare.

In “Rodolfo” sono già stati condannati, in via definitiva, pezzi da Novanta come Emiliano Francavilla (fratello di Antonello), 5 anni e 6 mesi e Vincenzo Antonio Pellegrino detto “Capantica” o “U’ nanett'”, 6 anni. Restano, invece, in attesa del giudizio in appello, altri nomi che contano nel panorama della “Società Foggiana” come Mario Lanza, la moglie Dina Francavilla e due esponenti di rilievo del clan Moretti-Pellegrino-Lanza, Vito Bruno Lanza detto “U’ lepre” e il figlio Leonardo, tutti condannati in primo grado a pene oscillanti tra 5 e 7 anni di reclusione.