Niente abbreviato per il killer Aghilar, giudice di Foggia applica nuova normativa e conferma l’esistenza della premeditazione

Soddisfatto l’avvocato Sodrio, legale della famiglia di Filomena Bruno, vittima di femminicidio nell’ottobre 2019 a Orta Nova. “Si tratta di un primo parziale risultato, però per noi molto importante

Questa mattina il GUP del Tribunale di Foggia Armando Dello Iacovo ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Rosa Pensa nei confronti del 38enne Cristoforo Aghilar per l’omicidio premeditato di Filomena Bruno, avvenuto ad Orta Nova nel pomeriggio del 28 ottobre 2019 e disposto l’inizio del dibattimento davanti alla Corte d’Assise di Foggia per il 23 aprile prossimo. Il giudice ha anche dichiarato inammissibile la richiesta di giudizio abbreviato che venne avanzata nelle scorse udienze dal difensore Marco Merlicco. Confermando infatti l’esistenza della premeditazione, il giudice ha applicato la nuova normativa che vieta il giudizio abbreviato (con uno sconto di pena di 1/3) per tutti i delitti puniti con l’ergastolo e fra questi c’è appunto l’omicidio con premeditazione.

Aghilar, Bruno e Sodrio

Avranno di certo pesato in questa decisione le tante prove raccolte contro Aghilar, tra le quali anche i risultati dell’esame del DNA sui peli da barba rinvenuti nel lavandino del bagno della vittima, a conferma (secondo il pm) che l’imputato si era appostato nell’appartamento da diverso tempo in attesa della Bruno. Ma in atti vi sono anche i messaggi di morte inviati a Miriana, figlia della vittima, nei quali Aghilar prometteva di uccidere tutta la famiglia della sua ex convivente e soprattutto c’è il tentato omicidio di due sere prima, quando l’imputato tentò di sparare alla testa la Bruno, non riuscendovi solo perché la sua pistola (poi fatta ritrovare da lui stesso) si inceppò al momento dello sparo.

Così l’avvocato Michele Sodrio, difensore di parte civile per tutti i parenti di Filomena Bruno: “Si tratta di un primo parziale risultato, però per noi molto importante. È infatti il riconoscimento da parte del giudice che esiste la premeditazione, altrimenti avrebbe ammesso la richiesta di rito abbreviato. Sono certo che la questione si riproporrà con ancora maggiore forza durante il dibattimento e continuerò a sollecitare il pubblico ministero, affinchè contesti anche l’altra aggravante da ergastolo, cioè quella di avere ucciso una persona già vittima di stalking da parte dello stesso Aghilar. Per il momento siamo soddisfatti, ma i miei clienti aspettano con ansia la sentenza di primo grado e ancora una volta ribadisco che l’unica giusta pena per un fatto del genere è l’ergastolo”.





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