Longo: “Tranquillo, dobbiamo spartire. Mi devi altri 1500”. I quattro arrestati avevano avviato una “attività estorsiva” nei confronti di un imprenditore

Gli arrestati avrebbero indotto il rappresentante legale di una s.r.l. con sede a Campobasso, a consegnare loro denaro per un importo di circa 35.000 euro in tre tranche

“Tranquillo, dobbiamo spartire. Mi devi altri 1500”. Questa una delle frasi captate dalle intercettazioni e che tirano in ballo Bruno Longo, 66enne consigliere comunale di Fratelli d’Italia. Il politico è stato arrestato e sottoposto ai domiciliari insieme ad altre tre persone. I dettagli dell’operazione “Nuvola d’Oro” sono stati illustrati dai finanzieri attraverso una nota inviata alle testate giornalistiche.

Stamattina i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari hanno eseguito l’operazione “Nuvola d’Oro”, un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali (arresti domiciliari) – emessa dal Tribunale di Foggia – Ufficio del G.I.P. – su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 4 persone, ritenute responsabili di concorso nell’ipotesi di reato continuato di induzione indebita a dare o promettere utilità di cui all’art. 319-quater c.p..

I soggetti destinatari della misura sono il consigliere in carica Bruno Longo, il funzionario del Comune di Foggia Antonio Parente (addetto al “servizio informatico, telematico, telefonico ed innovazione tecnologica”), un medico in pensione, Antonio Apicella 70 anni (particolarmente inserito nel tessuto politico-sociale della città di Foggia) nonché un imprenditore dauno, Luigi Panniello, 57 anni, operante nel settore informatico.

Il provvedimento costituisce l’epilogo di complesse indagini svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari e coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia, che hanno consentito di acquisire un grave compendio indiziario a carico dei soggetti oggi attinti da misura cautelare. Ciò a seguito dell’esecuzione, da parte delle Fiamme Gialle baresi, di intercettazioni telefoniche e ambientali, di mirate indagini finanziarie, della disamina dei tabulati telefonici e dei dati estrapolati dagli smartphone di taluni indagati nonché della documentazione amministrativo-contabile acquisita presso il Comune di Foggia.

In particolare, nel corso delle articolate attività investigative, è emerso che i quattro soggetti attinti dalla misura cautelare avrebbero indotto il rappresentante legale di una s.r.l. con sede a Campobasso, esercente l’attività di servizi connessi alle tecnologie informatiche, a consegnare loro denaro per un importo di circa 35.000 euro in tre tranche, nel 2018-2019, quale contropartita del pagamento di tre fatture emesse dalla sua società nei confronti del Comune di Foggia.

Nello specifico, l’imprenditore molisano si è determinato in tal senso, pur di vedersi saldate talune prestazioni rese al Comune di Foggia, in relazione a un appalto per il servizio informatico di archiviazione dati, che si era aggiudicato nel marzo 2017, avente durata annuale e successivamente prorogato per altri 18 mesi (per un valore complessivo di circa 371.000 euro). Tra l’altro, secondo il gip del Tribunale di Foggia, i destinatari della misura – tutti collegati in vario modo all’amministrazione comunale – “progettavano di continuare nella loro attività estorsiva nei confronti dell’imprenditore molisano o di altra persona meno refrattaria del primo a consegnare il denaro”. La presente attività costituisce una chiara testimonianza del costante impegno profuso dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari – in sinergia anche con la Procura della Repubblica di Foggia – nel contrasto dei fenomeni di corruttela, a tutela della legalità e del buon andamento della Pubblica Amministrazione. Risulta invece totalmente estraneo ai fatti il funzionario del Comune, Di Stasio, il cui nome era erroneamente trapelato nei primi minuti successivi al blitz.

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