Forza Italia chiede le dimissioni di Lopalco per “manifesta inadeguatezza”. “Confusione nella gestione pandemica e nel trasferire i dati”

Perché la Puglia fa pochi tamponi? Questa una delle domande dei berlusconiani, che chiedono una gestione collegiale dell’emergenza.

Una sola voce dentro Forza Italia dai dirigentipugliesi Mauro D’Attis e Dario Damiani, dai parlamentari Luciano Sardelli della Consulta della Sanità, Francesco Paolo Sisto, Vincenza Labriola e Veronica Giannone e i consiglieri regionali Giandiego Gatta, Paride Mazzotta, Marcello Lanotte, Gianluca Quarta, l’uscente Luigi Morgante, per chiedere le dimissioni dell’assessore Pier Luigi Lopalco, per “manifesta inadeguatezza”, come hanno specificato, nell’affrontare gli indici pandemici e l’intera vicenda Covid in Puglia. Non si hanno notizie sui vaccini agli ultraottantenni. Gli azzurri chiedono dati pubblici e trasparenti e che la gestione della pandemia sia quanto più condivisa con le varie categorie sanitarie ed economiche.

Perché la Puglia fa pochi tamponi? Questa una delle domande dei berlusconiani, che chiedono una gestione collegiale dell’emergenza. Gli azzurri denunciano quelle che definiscono le inefficienze dell’epidemiologo Lopalco, unico scienziato in Italia passato dalla task force al livello elettivo e poi assessorile. “Due persone, Emiliano e Lopalco gestiscono in maniera privatistica l’emergenza Coronavirus. Manca un progetto di comunicazione, le persone sono confuse, non c’è nessuna certezza e manca un progetto politico di integrazione ai vari livelli”, è l’attacco di Forza Italia. Nel corso della conferenza stampa regionale è stato proiettato anche un video del febbraio del 2020 quando Lopalco in un talk di La7 sosteneva l’inutilità delle mascherine. Non le abbiamo ancora tolte.

La Puglia ancora arancione si trova ad avere dei dati reali diversi da quelli comunicati al Ministero, sopratutto quelli legati alla tracciabilità delle persone negativizzate al 22esimo giorno. “Il super assessore Lopalco non sa gestire i dati, attendiamo i dati dal capo dipartimento della Sanità, perché se dimostrati rappresenteranno ancora meglio l’inefficacia nelle politiche sanitarie dell’assessore”. “Se è vero che la Puglia ha sbagliato a inviare i dati a Roma, tutti gli operatori devono chiedere i danni alla Regione, perché una settimana in più in zona arancione ha creato un disastro economico. Per non parlare della Dad forzata voluta da Emiliano. In tutta Italia i ragazzi sono stati penalizzati, ma in Puglia la realtà supera la fantasia”, ha rilevato Labriola. “C’è confusione sul ritorno in classe, una settimana sì l’altra no, alla fine le famiglie si sono rassegnate, ma sono sempre una minoranza di famiglie, quelle che possono connettersi che hanno vera libertà di scelta. In Puglia è saltato il tracciamento completamento”.

Damiani ha introdotto anche il tema economico. “La Puglia a differenza di altre regioni non ha erogato contributi a fondo perduto, ma ha impacchettato solo bandi, con risorse esigue. Non un ristoro, non un aiuto, non un sostegno”, è il rammarico. Netto anche Giandiego Gatta. “Vogliamo conoscere i numeri, perché i dati dei posti letto in terapia intensiva non sono stati comunicati? Se è vero che siamo passati da 460 a 569, numeri che avrebbero fatto scendere il tasso di occupazione nelle terapie intensive perché è stato trasferito a Roma? Lopalco e Emiliano sono andati avanti per comunicati spot, penso ad esempio ai presidi sanitari delle scuole pugliesi, rimasti lettera morta. Siamo sul lastrico, ci sono negozi che hanno chiuso, realtà produttive che stanno fallendo, questo ritardo nella trasmissione dei dati è inaccettabile. Altra vergogna è che noi conosciamo i dati dai giornali, non c’è un sistema che renda partecipativa l’informazione, il consiglio regionale viene esautorato dalle decisioni, forse perché si manipolano i dati”, ha osservato il consigliere sipontino.

Amaro il commento del collega Paride Mazzotta componente della Commissione Sanità: “Quando mi chiamano le partite Iva, i baristi, i ristoratori non sappiamo dare risposte perché il consiglio regionale è all’oscuro, oggi si scopre che i dati inviati a Roma erano diversi da quelli reali. Siamo qui a denunciare queste vicende. Abbiamo condiviso diverse azioni col partito, quello che sta accandendo in Puglia è raccapricciante, noi sentiamo la vicinanza a tutti coloro che vogliono aprire la loro attività”. Veronica Giannone ha anche parlato del maxi concorso per gli Oss della provincia di Foggia, denunciando il precariato di chi ha superato il livello di ore e di anni di lavoro. Molti di loro, nonostante avessero maturato i 36 mesi di anzianità, sono stati avvisati del concorso solo 3 giorni prima dell’esame.

Lanotte ha in mente una class action per gli operatori economici sulla mancata trasmissione dei dati, che ha provocato la prosecuzione della zona arancione. “La paura più forte è che la Regione Puglia non sarà in grado di portare a compimento le vaccinazioni, siamo già indietro rispetto alle altre regioni, non si conoscono le modalità. Non c’è chiarezza sui vaccini nelle farmacie, la Regione brancola nel buio. C’è una nota di Emiliano che rappresenta la possibilità di fare un lockdown di due mesi. C’è grande confusione, a pagarne le conseguenze sono i cittadini, le aziende, i ristoratori”, ha concluso Quarta che è anche consigliere comunale a Brindisi.



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