Accuse, pianti e minacce di vendetta al Tar: Iaccarino lascia la scena. Forte scontro con Cavaliere, il vigile del fuoco gli urla “bugiardo!”

Le parole delle opposizioni prima del voto hanno scatenato anche la rabbia dello “sfiduciato”. Soprattutto quelle dell’ex candidato sindaco e Quarato. “Per me un epilogo increscioso”

“Vi seguiamo, la città vi guarda e vi giudica. Siamo cittadini attivi, partecipi e attenti”. In 190 circa tra gli attivisti del comitato La società civile e altri cittadini foggiani hanno seguito in diretta streaming il Consiglio comunale cdi Foggia, che ha sfiduciato il presidente Leonardo Iaccarino, dopo il caso delle pistolettate del 31 dicembre. Tutti favorevoli alla mozione di sfiducia, si astiene solo Tonino Capotosto. Contrario, per ovvie ragioni, l’interessato. Qualcuno come Consalvo Di Pasqua addirittura si commuove a dirotto, Amato Negro ha stigmatizzato la gogna mediatica nei confronti del vigile del fuoco, sottolineando anche il ruolo di conflitto dei Fratelli d’Italia, senza citarli. Giulio Scapato coprirà la vacatio per 20 giorni prima della nuova elezione di un nuovo presidente. Iaccarino torna tra i banchi come consigliere semplice.

“C’è una forza politica che non aspetta altro che enfatizzare situazioni che potevano essere gestite in altra maniera, per il ruolo svolto nell’assise sappiamo tutti che è sempre stato impeccabile. Ma mi sono dispiaciute le dichiarazioni contro il primo cittadino, che hanno reso instabili il rapporto tra la presidenza e lo stesso sindaco”, ha rilevato Negro, rendendo pubblica la motivazione ultima che ha reso indifendibile la posizione di Iaccarino dentro il centrodestra e nel cerchio magico landelliano.

Dal suo canto l’ex capogruppo di Forza Italia, vicinissimo a Landella ma anche tra coloro che più hanno lavorato per il salvataggio, prima di scoppiare a piangere ha ricordato la lealtà di Iaccarino: “Il mio intervento è rivolto all’attività di Iaccarino fino al 31 dicembre: non dimentico il ruolo nelle istituzioni e nel centrodestra, non avevamo i numeri per il bilancio, grazie a lui abbiamo votato: nelle fasi successive ha partecipato alle primarie, non si è candidato in altre liste ma in Forza Italia”.

Le parole delle opposizioni prima del voto hanno scatenato anche la rabbia del vigile del fuoco. Soprattutto quelle di Pippo Cavaliere e Giovanni Quarato. Al primo che ha rammentato il danno di immagine subito dalla città e che ha voluto puntualizzare i termini della sua visita a casa il 3 gennaio – “ero venuto per indurti a dimetterti” – Iaccarino ha risposto con violenza. “Bugiardo, bugiardo, bugiardo – ha ripetuto innumerevoli volte via Zoom – se fossi venuto per minacciarmi a dimettermi ti avrei cacciato subito. Ti sei seduto sul divano e mi hai detto: dimettiti e avrai subito un ruolo nella minoranza. Ci sono testimoni, c’erano delle persone che possono confermarlo”, ha svelato Iaccarino, ammettendo però quanto omesso in conferenza stampa quando non aveva fatto cenno al vero motivo di visita, parlando solo della solidarietà e delle parole rivolte all’adolescente da parte di Cavaliere.

Nei confronti di Quarato che ha parlato di etica e moralità, ha insinuato la commistione di interessi personali e professionali con la politica. Il capogruppo del Pd Lino Dell’Aquila ha lamentato la totale assenza di un intervento del sindaco Franco Landella.

Max Di Fonso, da primo degli eletti, ha tenuto un discorso di mediazione. “Spero che tutti votino secondo coscienza, non pressati dai media. Siamo certi di essere liberi e coscienziosi nel mandare a casa il presidente del Consiglio? Me lo sono chiesto molte volte in questi giorni. Iaccarino nell’esercizio della sua funzione non ha mai dato di testa, ma di fronte ad una situazione privata diventata virale, siamo chiamati a pronunciarci”.

Il giovane Dario Iacovangelo ha anche ricordato perché la mozione di sfiducia è legittima, portando nella discussione almeno 3 motivi: per le pubbliche esternazioni nei confronti del sindaco, per le mancate dimissioni e per salvare l’immagine dell’istituzione.

Tuttavia nel suo ultimo discorso da presidente Iaccarino ha ribadito la sua volontà di ricorrere al Tar: “La città non merita di essere banalizzata, non ho mai presentato accapo discrezionali lontani dal protocollo, eccezion fatta per questo consiglio e per la mozione: non voglio farmi trasportare dai sentimenti, voglio essere fino alle fine uomo delle istituzioni. Avrei gradito che questa vicenda avesse avuto un profilo amministrativo, ma si è passato all’aspetto personale. A nulla è servito chiedere perdono a chi ha visto urtata la propria sensibilità. Iaccarino paga lo scotto di dire le cose così come sono ed è evidente che non avere un sindaco amico non aiuta. Sono riuscito a raccogliere consiglieri, firmando e sottoscrivendo un documento nel quale si ravvedevano sulla loro mozione di sfiducia, ma sarò omissivo. E neanche vi dirò quali sono stati i partiti che mi hanno consigliato di dimettermi, prima di oggi, avendo in garanzia la mia rielezione. ‘Toglici dall’imbarazzo, ti promettiamo che nell’arco di qualche mese ti rivoteremo’, mi hanno detto invitandomi nella loro sede. Se avessi saputo dell’epilogo così increscioso mi sarei dimesso subito, ma non l’ho fatto perché sul profilo giuridico sono stato ben consigliato. Ci sarebbe un libro da scrivere su questa vicenda. Mi farò rispettare politicamente adesso, finora sono stato imbavagliato dal ruolo istituzionale. Si sta consumando un atto nei miei confronti che non ha precedenti. Farò valere le mie ragioni nelle sedi opportune. Consalvo mi rivolgo a te: sei stato uomo fino all’ultimo secondo e nonostante il tuo voto a favore della revoca, ti ho apprezzato e mi ha emozionato la tua emozione”. QUI IL VIDEO DEL CONSIGLIO