Cessione Iveco ai cinesi, sindacati e lavoratori preoccupati. Epifani in Parlamento: “Non c’è da fidarsi”

C’è anche lo stabilimento Fpt Industrial (Ex Sofim) di Foggia nel piano di vendita. Dubbi su investimenti e tenuta occupazionale

Le notizie sulla possibile cessione del gruppo Iveco alla cinese Faw Jiefang agitano lavoratori e sindacati. Anche a Foggia. Nei giorni scorsi, il parlamentare Federico Fornaro (Liberi e Uguali) ha presentato una interrogazione per chiedere conto della trattativa e della sorte di circa 25mila dipendenti. Gli stabilimenti interessati sarebbero quelli di Suzzara (Mantova) patria del Daily, Brescia (Eurocargo) e, per il segmento Cnh Fpt – produzione motori – gli stabilimenti di Torino (2.450 dipendenti) e Foggia (1.700). La questione è complessa, perché tiene dentro gli investimenti per la rivoluzione green previsti nel Recovery fund, ma già alcuni spettri si palesano all’orizzonte.

Il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, ha fatto il punto della situazione in Parlamento. “Come è noto – ha riferito – presso il ministero è attivo un tavolo di crisi presso il quale si sono già tenuti diversi incontri tesi a promuovere interventi di reindustrializzazione dei siti produttivi della Cnh Industrial, che in Italia controlla diverse società tra le quali Iveco. Il 10 marzo scorso, azienda e sindacati hanno ratificato un accordo quadro per alcuni stabilimenti, con successivi specifici accordi territoriali, con la conditio sine qua non della tutela dei posti di lavoro. A luglio del 2020, i rappresentanti di Cnh hanno confermato gli impegni, con alcuni correttivi determinati dalla situazione pandemica in corso. A Brescia, per esempio, gli investimenti potrebbero essere posticipati e si potrà prevedere un contratto solidarietà per 30 mesi. In Puglia, a Foggia, non sarebbero previste eccedenze strutturali in organico, ma non si può escludere ricorso a cassa integrazione straordinaria o eventuali contratti di solidarietà”. 

Nel frattempo, i sindacati hanno chiesto un ulteriore incontro per conoscere i dettagli della operazione. “A tal riguardo – ha chiosato Patuanelli – voglio precisare che sono in corso valutazioni sulla trattativa per Foggia, Brescia, Pregnana e San Mauro, ovviamente però questo interessamento con gruppo fa verificato con Cnh. Iveco, dal canto suo, ha presentato una richiesta accordo per innovazione”.

L’ex segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, ora onorevole di Liberi e uguali, ha lanciato l’allarme. “Credo che non le sfugga il dato vero – ha replicato al ministro -, una eventuale vendita di Iveco a questo gruppo cinese determinerebbe tanti rischi per una parte importante del nostro sistema manifatturiero nel campo dei trasporti. Aggiungo che questo gruppo è impegnato nel processo di elettrificazione dei camion e anche in alcuni territori (Piemonte) nel progetto per l’idrogeno. Non mi fido che questa società cinese voglia investire nel futuro in Italia, tante volte abbiamo visto queste grandi multinazionali arrivare,  prendere la rete commerciale e il know how, per poi sacrificare il Paese nel quale sono intervenuti. L’Italia non può permettersi questo”. La proposta inoltrata al governo è quello dell’utilizzo del “golden power”, l’intervento diretto dello Stato in questo settore strategico per il Paese.

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