Arpa e Zooprofilattico insieme per la blue economy. Al via il progetto per la classificazione di specchi puliti per la produzione di molluschi

“Nessuno può pensare di mettere sul mercato molluschi che non siano sicuri, la caratterizzazione e classificazione delle acque è un prerequisito per la salute dei consumatori”

Si è tenuta oggi la conferenza stampa riguardante la sottoscrizione della convenzione tra l’Agenzia regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente della Puglia (Arpa) e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Puglia e Basilicata (Izspb), per l’avvio del progetto finanziato dalla Regione Puglia, in merito alla riclassificazione delle acque costiere destinate alla molluschicoltura e all’acquacoltura.
La sottoscrizione si è svolta “materialmente” al Centro Regionale Mare – Arpa Puglia, in Corso Vittorio Veneto a Bari.
Da circa 20 anni manca una classificazione puntuale di pezzi di costa pugliesi per la coltivazione dei molluschi e più in generale per l’itticoltura. La Puglia come si è detto oggi ha oltre 1000 km di costa e il progetto prevede di creare dei sottoinsieme con una osservazione degli specchi d’acqua del Gargano, da Manfredonia fino a Mattinata e del tarantino. 3 i laboratori interessati per lo Zooprofilattico, che analizzeranno i campioni di acque rilevate dai tecnici Arpa sul territorio, che da tempo realizza analisi sulle acque e sulla natura del suo fitoplancton.

Guardare oltre la pandemia è stato un po’ il senso della conferenza cui hanno partecipato il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, l’assessore regionale all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, l’assessore regionale alla Sanità, Pierluigi Lopalco, il direttore generale di Arpa Puglia, Vito Bruno; il direttore generale dell’Izspb, Antonio Fasanella, il responsabile del Centro regionale mare di Arpa Puglia, Nicola Ungaro, il dirigente della sezione Promozione della Salute e del benessere della Regione, Onofrio Mongelli e la responsabile di Microbiologia degli alimenti dell’Izspb, Elisa Goffredo.
L’idea come ha osservato Mongelli è quella di un forte confronto tra istituzioni per la differenziazione delle aree e per accrescere la conoscenza di Arpa e della regione sull’ambiente marino, che può “fare da volano per molti aspetti socio economici”, non soltanto relativi alla coltivazione dei molluschi, ma anche più in generale per quella che viene definita la blue economy. Dagli sport acquatici fino alle pesca turistica e archeologica.
L’ultima rilevazione di questo tipo risale al 1999 ed erano in ballo addirittura 9 enti.

“Nessuno può pensare di mettere sul mercato molluschi che non siano sicuri, la caratterizzazione e classificazione delle acque è un prerequisito per la salute dei consumatori. Avere degli specchi d’acqua puliti è un prerequisito per il mondo dell’allevamento marino”, è stato il monito dato all’unisono dai dirigenti e dall’assessora all’Ambiente Maraschio, che ha sottolineato insieme a Emiliano e a Lopalco la visione sinergica della Regione Puglia tra ambiente e salute, passando per l’economia e la sicurezza alimentare del consumatore.
A l’Immediato il responsabile Ungaro insieme alla microbiologa Goffredo hanno anche rassicurato sui recenti casi di acqua super inquinata nel Golfo di Manfredonia, a causa del malfunzionamento del depuratore.
Le contaminazioni fecali sono pericolose per la balneazione, ma per i molluschi i dati possono essere molto diversi. In ogni caso ogni anomalia pare rientrata a Manfredonia. “I molluschi crescono bene solo in determinate acque, è normale che laddove ci siano dei dati anomali noi non analizzeremmo affatto quelle acque, che non sarebbero adatte alla coltivazione”, ha specificato Goffredo. Specchi puliti, è questa la garanzia di Arpa e Zooprofilattico.