Incendiati gli scuolabus dell’azienda Re Manfredi di Manfredonia nelle Marche: svolta nelle indagini, è stato un ex dipendente

Soddisfazione è stata espressa dai titolari che hanno elogiato l’egregio lavoro svolto dai carabinieri e dalla procura di Pesaro per aver fatto luce su una vicenda che li aveva profondamente colpiti e provati

È stato assicurato alla giustizia il responsabile del rogo che nella notte del 20 maggio del 2019 in un capannone nella zona industriale di Calcinelli, nelle Marche, aveva distrutto ben cinque scuolabus dell’azienda di trasporti Re Manfredi, danneggiandone altri otto. A dare la notizia sulla sua pagina social la giornalista e coordinatrice di CON Manfredonia Maria Teresa Valente.

Come si legge nella sua news, a Colli al Metauro, in provincia di Pesaro e Urbino, il Consorzio di Manfredonia gestiva da appena un anno il servizio di trasporto scolastico e quando era stata avanzata dagli inquirenti l’ipotesi di dolo, tante furono le piste battute. Addirittura, fu la stessa ditta sipontina ad essere messa al centro di illazioni dalla stampa marchigiana, che non risparmiò infelici osservazioni sulla provenienza dal ‘meridione’ d’Italia della Re Manfredi ritenuta rea di aver importato criminalità locale parlando addirittura di mafia.

Un anno e mezzo di indagini hanno consentito di ridimensionare lo scenario individuando il soggetto ritenuto responsabile del gesto, un ex dipendente originario del pesarese, che pare sia stato spinto da motivi di rancore personali. L’uomo aveva maturato l’intenzione di vendicarsi innescando il rogo con cui ha eseguito una vera e propria mattanza dei mezzi, con un danno economico non da poco per la ditta di Manfredonia e col preciso intento di arrecare un grave disservizio per settimane a numerose famiglie.

Nonostante quanto accaduto, subito dopo l’incendio l’azienda di Manfredonia riavviò il servizio con scuolabus propri e senza alcun aggravio per l’ente comunale, assicurando la continuità di un servizio primario alla comunità marchigiana. Soddisfazione è stata espressa dai titolari della Re Manfredi che hanno elogiato l’egregio lavoro svolto dai carabinieri e dalla Procura di Pesaro per aver fatto luce su una vicenda che li aveva profondamente colpiti e provati.



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