“Fermi da ottobre, con costi insostenibili”. Il mondo del nuoto foggiano piange: “Ora abbiamo bisogno dell’intervento delle istituzioni”

“La pandemia ha privato i giovani di tutto: scuola, socialità, affetti, non possiamo permettere che ci privi anche dei nostri sogni”

Una lettera con richiesta di incontro urgente al prefetto di Foggia. In ginocchio il mondo del nuoto foggiano. Nella missiva si legge: “I sottoscritti Daniela Curci, Adriana Compierchio, Maya Bonsanto, Raffaele Consalvo, Maurizio Ciuffreda, Daniele Zichella, scrivono la presente su delega e per conto degli atleti agonisti del nuoto della provincia di Foggia). Come è noto in virtù della situazione pandemica vissuta, se per un verso risultano chiuse le piscine per l’utenza amatoriale, per altro verso, in via ipotetica, le stesse potrebbero restare aperte per permettere, in assoluta sicurezza, la prosecuzione dell’attività agonistica.

Purtroppo però in provincia di Foggia – continuano – la prosecuzione dell’attività agonistica è meramente ipotetica! In effetti, gli impianti non riescono economicamente a garantire l’apertura per i soli atleti agonisti, poiché gli ingentissimi costi (si pensi solo al costo necessario al riscaldamento dell’acqua e degli ambienti!) non sono sopportabili. In tutte le altre grandi città d’Italia ed in particolare della Puglia, gli atleti agonisti sono riusciti a proseguire l’attività poiché almeno un impianto è rimasto aperto.

Noi a Foggia siamo fermi dal 24 ottobre 2020! Purtroppo anche in questo siamo ultimi – aggiungono con rammarico -. Ci siamo attivati: abbiamo promosso, primi in Italia, un crowdfunding (www.gofund.me/d5d65fce), al fine di promuovere una raccolta fondi (euro 40.000,00) utile a sopperire gli insostenibili costi; abbiamo riunito tutti gli atleti agonisti della provincia di Foggia al fine di autotassarci ed aprire agli allenamenti almeno un impianto (la piscina Comunale chiedendo alla Soc. Sportiva Pentotary uno sforzo economico inaudito); abbiamo diffuso sui social media il nostro grido.

Ora abbiamo bisogno dell’intervento delle istituzioniLa pandemia ha privato i giovani di tutto: scuola, socialità, affetti, non possiamo permettere che ci privi anche dei nostri sogni. Abbiamo bisogno di illustrarVi come il nostro sport non permetta altri sistemi di allenamento; abbiamo bisogno di chiarirVi quanti anni abbiamo trascorso in piscina e quante ore in questi anni siamo stati in acqua; abbiamo bisogno di farVi capire quanti sacrifici fa un atleta agonista per coltivare il proprio sogno; abbiamo bisogno di precisarVi che l’attività agonistica ci ha fatto diventare quello che siamo; abbiamo bisogno di mostrarVi il nostro orgoglio, coscienti di essere la parte più bella della nostra comunità.

Condanniamo l’inerzia di chi pensa che i giovani possono restare chiusi in casa a combattere con la noia; questa situazione va affrontata e risolta e in tale battaglia le Istituzioni non possono rimanere inerti. Per questi motivi Vi chiediamo un incontro urgente, posto che il movimento sportivo del nuoto, che più e più volte ha dato lustro alle cronache cittadine, non muoia per sempre con danno per l’intera collettività (si pensi all’abbandono degli impianti sportivi – monumento eterno all’inerzia)”.



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