Troppe violenze in famiglia nel Foggiano, in un anno 629 interventi per “codice rosso”. In calo gli altri reati. Il bilancio dei carabinieri

La ‘mission’ del Comando provinciale: “Obiettivo per il 2021 il maggiore coinvolgimento possibile dei cittadini in un impegno condiviso per la ‘divulgazione del rispetto’ per sé e per gli altri”

Nell’intraprendere le innumerevoli sfide del nuovo anno, un sommario bilancio delle attività svolte nel 2020 potrà far percepire ai cittadini gli sforzi messi in campo per migliorare le attività di prevenzione e contrasto a tutela della sicurezza pubblica, in modo da rassicurare le vittime di reati, garantendo l’accessibilità e la disponibilità – anche tramite 112 – dei presidi dei carabinieri sul territorio. In una nota stampa, i militari della Compagnia provinciale di Foggia hanno snocciolato i dati della lotta al crimine in Capitanata.

La pandemia

Innanzitutto, non può essere sottaciuta l’opera di concorso dei carabinieri –fino nei più piccoli paesi della Provincia- all’opera delle Istituzioni nel sostegno alla popolazione nelle difficoltà create dalla pandemia; oltre al silente e premuroso aiuto alle persone più bisognose, le Stazioni hanno vigilato sul rispetto, da parte di tutti, delle misure di contenimento del virus, con innumerevoli pattuglie giornaliere e notturne.

Inoltre, con il termine della prima fase a fine maggio, ai controlli sugli sposamenti delle persone si sono affiancati quelli alle attività commerciali/industriali che stavano riaprendo, accompagnando, facendo rispettare le regole previste per limitare la circolazione del virus negli ambienti di lavoro, il percorso di un nuovo inizio, a garanzia dei lavoratori e dei cittadini che si servono dei relativi servizi; in tali momenti, sono stati molto utili gli interventi specialistici anche dei Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni (NAS) e del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL).

A settembre, poi, è stata avviata in tutti i Comuni un’opera di vigilanza sul rispetto, a cura degli Istituti scolastici, delle regole di contenimento del virus: i Comandanti delle Stazioni, oltre a vigilare sulla generale osservanza delle disposizioni governative, hanno offerto la propria collaborazione istituzionale per rimuovere eventuali contingenti difficoltà locali e poter garantire, all’inizio dell’anno scolastico, l’accesso alle scuole in sicurezza (ad esempio, agevolando forme di comunicazione tra dirigenti scolastici ed insegnanti, o suggerendo nel concreto una diversificazione degli ingressi per evitare assembramenti).

Infine, anche durante l’ultimo periodo festivo, ogni Stazione Carabinieri ha prodotto il massimo sforzo per vigilare sul massimo rispetto delle norme sugli spostamenti.

Attività operativa in generale

Nessun reparto dei carabinieri in Provincia è stato chiuso a causa del Covid-19, nessuna Stazione ha lasciato scoperto la propria parte del territorio: la primaria funzione delle Stazioni Carabinieri, cioè la vigile presenza sul campo a garanzia della sicurezza pubblica, non è mai stata in discussione. Lo dimostrano innanzitutto gli innumerevoli interventi delle pattuglie notte e giorno di tutte e 55 le Stazioni in Capitanata e delle “gazzelle” delle 7 Compagnie. 

Di alcuni i media hanno già dato notizia: si tratta innanzitutto –per citare alcune delle tipologie più ricorrenti– delle attività di polizia giudiziaria condotte d’iniziativa dai carabinieri (arresti in flagranza di reato o denuncia a piede libero) per spaccio al minuto o detenzione o coltivazione di stupefacente, furti in abitazione o di autovettura, evasione dagli arresti domiciliari; ma si tratta anche dei numerosi inseguimenti di ladri –spesso segnalati al 112 da cittadini che così facendo danno prova di senso civico- nonché delle richieste di aiuto di persone oggetto di maltrattamenti in famiglia o atti persecutori, in quel momento indebolite dagli aggressori ma rese forti dall’intervento dell’Arma.

Al riguardo, è stato veramente importante lo sforzo per la tutela delle vittime di violenza domestica e di genere: l’Arma foggiana, con le sue articolazioni territoriali capillarmente diffuse sul territorio, ha raccolto, nel 2020, ben 629 denunce, procedendo di concerto con l’Autorità Giudiziaria di Foggia per altrettanti procedimenti secondo le modalità del “codice rosso”, la nuova formula che prevede procedure velocizzate a tutela della vittima di tali reati; e non si tratta solo di donne vittime di soprusi, ma a volte anche di madri ostaggio di figli che pretendono soldi per procurarsi droga. 

La costante presenza sul territorio consente anche di testimoniare il significativo calo dei reati in genere, risultante dal freddo esame delle statistiche diffuse; oltre agli omicidi e alle rapine, sono in calo anche i furti avvenuti in tutta la Provincia, del 23%. La rilevazione, che trova generale conferma nei dati acquisiti dalle singole Stazioni –poiché sono capillarmente radicate nel territorio, procedono per circa ¾ dei reati commessi in Provincia-, è di particolare importanza, soprattutto se si considera l’allarme sociale che consegue a tale fattispecie criminosa.

Ciò è anche frutto della presenza delle Squadre d’Intervento Operativo dei Reggimenti Mobili dell’Arma, inviate in Provincia all’inizio dell’anno in seguito alla recrudescenza di eclatanti fenomeni criminosi e rivelatesi pattuglie rinforzate molto efficaci nell’intensificazione del controllo del territorio a fianco di quelle dei reparti territoriali.

A proposito di rinforzi, quest’anno sono stati frequenti gli impieghi dello Squadrone Eliportato “Cacciatori di Puglia”, capace di operare e infiltrarsi nelle zone impervie del territorio della Capitanata con metodologie efficaci, che hanno consentito di incrementare la scoperta di piantagioni di marijuana, di individuare persone da tempo ricercate e in generale di battere una parte del territorio finora riservata.

Pertanto, nello scorrere i dati statistici, non si può non evidenziare come –nonostante l’emergenza pandemica e i correlati disagi– i risultati dei Carabinieri, in termini di prevenzione e contrasto ai reati, sono in linea con l’anno precedente; e anziché soffermarsi sui freddi numeri, quest’anno è ancor più significativo relazionare sui fenomeni criminali affrontati (da quello occasionale a quello organizzato in piccoli gruppi locali fino a quello mafioso), in modo da far percepire la qualità dei risultati raggiunti in termini di sicurezza diffusa.

Principali operazioni

Hanno già avuto eco internazionale le operazioni antimafia, coordinate dalla DDA di Bari, “Grande Carro”, condotta dal ROS, e più recentemente “Decima Bis”, che è efficacemente intervenuta sui traffici delle “batterie” foggiane; vanno ricordate –pur se i media ne hanno già dato ampio risalto– anche le operazione “Totem” e “Turnover”, non solo per il numero di persone arrestate ma soprattutto perché ha fortemente inciso sull’operatività dei clan attivi a Trinitapoli.

Non solo le consorterie mafiose, ma anche quelle più semplicemente organizzate limitano le libertà e minano la sicurezza dei cittadini. Partiamo dal fenomeno dello stupefacente: è purtroppo un dato consolidato la presenza di consorterie criminali, formate non solo da adulti ma anche da ragazzi, dedite allo vendita al dettaglio di stupefacente di ogni tipo.

Ecco le principali e più articolate attività di contrasto –dirette dalla Procura della Repubblica di Foggia e portate a conclusione in breve lasso di tempo portando alla luce elementi investigativi che hanno consentito idonee misure cautelari per i soggetti al momento ritenuti responsabili- allo spaccio (di cocaina, hashish e marijuana) organizzato nel territorio con i metodi più diversi per essere remunerativo; purtroppo, a conferma dell’alto livello della richiesta.

Il fenomeno è trasversale nelle zone della provincia, cosi come è ormai trasversale nella società: il consumo è richiesto in svariati territori, svariate fasce d’età e svariati ceti.

Da Manfredonia, ove i Carabinieri della Compagnia nel mese di febbraio hanno arrestato una rete di giovani ritenuti dediti allo spaccio di stupefacente (operazione “Retis), a San Marco in Lamis, ove un gruppo di ragazzi utilizzava una fermata dell’autobus come luogo neutro per vendere droga (Operazione “Terminal” dei Carabinieri di San Giovanni Rotondo ad aprile); sono stati sgominati gruppi organizzati di spacciatori a Cagnano Varano dai Carabinieri di Vico del Gargano (OperazioneImpulsadi aprile) e a Sannicandro Garganico (OperazioneEl Barrioa ottobre); invece, a San Paolo Civitate, in seguito al ferimento di una persona, le indagini dei Carabinieri hanno consentito a novembre di individuare una piazza di droga e arrestare gli spacciatori (OperazioneJolly”) nonché, sempre nel mese di novembre, di rinvenire elementi investigativi per il coinvolgimento di due famiglie nella cessione a pagamento dello stupefacente (OperazioneFamily businnes”). E solo qualche giorno fa a dicembre, a San Giovanni Rotondo, è stata conclusa l’Operazione “Drug express”, con l’arresto di soggetti ritenuti degli spacciatori locali. 

A riprova dell’attenzione al particolare territorio ove operano, i carabinieri di Capitanata hanno fatto emergere, con laboriose indagini coordinate dall’apposito pool creato dalla Procura della Repubblica di Foggia, le condotte criminose di alcuni imprenditori locali che hanno sfruttato le disagevoli situazioni esistenziali di stranieri, assoggettandoli a ritmi e condizioni di lavoro illegittimi. Nelle campagne di Foggia e Zapponeta a gennaio, in quelle di Manfredonia e San Giovanni Rotondo a maggio (Operazione “White labour”) e vicino Apricena nel mese di luglio, i carabinieri hanno arrestato per caporalato imprenditori agricoli, spesso affidando alle cure di amministratori giudiziari le loro aziende, obbligate dalla legge a salvaguardare le posizioni dei lavoratori prima sfruttati. E purtroppo il dato più significativo di tali attività è la persistenza del fenomeno, su cui recentemente la legge, per contro, ha elevato le pene e soprattutto appuntito gli strumenti di contrasto. 

Sempre il territorio. Indagini del Nucleo Investigativo di Foggia e del Nucleo Operativo Ecologico di Bari (NOE), chiuse nel mese di febbraio e coordinate dalla DDA di Bari (OperazioneBlack Cam”), hanno evidenziato una perdurante e continuativa attività di scarico di rifiuti, costituiti da inerti da demolizione, provenienti da cantieri edili della Provincia di Foggia, e smaltiti in un’area protetta del “Parco Nazionale del Gargano”, in agro di Manfredonia,  al fine di assicurare un risparmio di spesa ai “microconferitori”, derivante dalla mancata attivazione delle corrette procedure di gestione di rifiuti, imposte dalla legge: è stato accertato lo smaltimento illecito di circa 70 tonnellate di rifiuti speciali anche pericolosi, con un risparmio di spesa pari a circa 50mila euro.

In tema ambientale, vanno citate le capillari attività di prevenzione e contrasto al fenomeno del capillare smaltimento illecito di rifiuti, ai roghi e all’abbruciamento di residui della lavorazioni agricole, condotte innanzitutto grazie alla vigilanza coordinata dei Carabinieri Forestali. Si tratta di quotidiana attività di vigilanza delle pattuglie sul campo (e ove necessario repressione), appositamente indirizzata a far percepire l’illiceità e gravità per i danni all’ambiente delle condotte.      

Degno di nota anche le attività di contrasto alle rapine. Va ricordata l’indagine dei Carabinieri di San Giovanni Rotondo e San Severo, coordinati dalla Procura di Foggia, che ha consentito di arrestare 4 persone di Orta Nova ritenute responsabili degli assalti ai furgoni che trasportano sigarette, commessi a San Nicandro Garganico e in agro di San Giovanni Rotondo, per un valore rispettivamente di 100.000 e 150.000 euro.

Sull’argomento, da citare in questa sede è l’attività d’indagine conclusa nel mese di marzo dai carabinieri ad Anzano di Puglia per una rapina ai danni di un’anziana signora: sono stati raccolti elementi che hanno consentito di sottoporre a fermo di indiziato di delitto tre giovani che durante l’inverno irruppero nell’abitazione della donna, la minacciarono con un coltello e la chiusero in casa per fuggire con la refurtiva.

Da segnalare in questo contesto, a riprova dell’attenzione riposta anche al contrasto dei reati contro il patrimonio, l’indagine che ha permesso ai carabinieri di Cerignola di individuare e arrestare nel mese di novembre le persone ritenute gli autori di un tentato furto ad un Postamat nel centro di Cerignola: in quattro, una domenica mattina, fecero esplodere un ordigno rudimentale nello sportello ATM dell’ufficio postale centrale e, con un altro ordigno, danneggiarono la finestra adiacente allo sportello, allo scopo di ricavare un accesso alla stanza di alloggiamento dello stesso. La detonazione distrusse completamente lo sportello Postamat, scaraventandone i detriti a diverse decine di metri di distanza.

Le indagini dei carabinieri in Capitanata, coordinati dalla locale Procura, sono state rivolte, nel 2020, anche a particolari fenomeni accaduti nel territorio, che hanno avuto ampia eco mediatica per le modalità in cui sono stati commessi e che potrebbero diventare condizionanti la libera impresa: si tratta degli incendi alle attività industriali e ai mezzi di lavoro.

Al riguardo, per l’incendio del deposito e dei numerosi automezzi della “Buttol” che si occupa del trattamento dei rifiuti a San Severo, che a gennaio ha provocato ingenti danni, i Carabinieri locali hanno individuato elementi per arrestare gli autori nel mese di luglio.

Sempre a luglio, inoltre, a San Marco in Lamis, sono state arrestate le persone ritenute responsabili di concorrenza illecita e del danneggiamento a seguito di incendio ai danni di due autobus di gran turismo di una ditta locale (OperazioneLockdown”, trattandosi di crimine commesso per accaparrarsi la gestione del servizio del trasporto di personale sanitario verso l’ospedale durante i difficili mesi primaverili).

A proposito di incendi, i Carabinieri di San Giovanni Rotondo, proprio in questi ultimi giorni, hanno arrestato una persona ritenuta responsabile di incendio –avvenuto lo scorso mese di luglio– ed estorsione in danno di proprietario di una grossa azienda agricola della zona; poco prima, era stato individuato e arrestato anche il presunto responsabile dell’esplosione di un ordigno artigianale posizionato sotto un’autovettura a San Giovanni Rotondo.

E significativi anche i risultati, emersi con la direzione della Procura di Foggia, proprio nel contrasto alle estorsioni nel mondo agricolo:

  • a maggio, i carabinieri di Cerignola hanno chiuso un’indagine a carico di un gruppo di persone del posto, che dopo aver danneggiato delle piante, hanno provato a chiedere soldi a imprenditori agricoli;
  • a settembre, a Torremaggiore (OperazioneIn vino veritas”) i carabinieri di San Severo hanno scoperto e arrestato le persone ritenute autori di furti di piantine di vite e di danneggiamenti in danno di viticoltori della zona.

Si tratta, in sintesi, di operazioni di polizia giudiziaria già narrate dai media durante l’anno, tutte coordinate dalla Procura della Repubblica di Foggia e chiuse con l’arresto delle persone al momento ritenute –in base alle indagini condotte– responsabili dei relativi reati, che danno comunque conto delle dinamiche criminali su cui è stata concentrata l’attività dei Carabinieri poiché condizionanti le libertà dei cittadini.

Menzione a parte spetta all’evasione dal carcere: i primi di marzo sono evasi dal carcere di Foggia 72 detenuti, la maggior parte dei quali è stata catturata nel territorio, con un impegno investigativo imponente da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Foggia, che è culminato con il rintraccio e l’arresto dell’ormai noto Aghilar.  

Legalità e sicurezza

Con la trattazione di alcune delle principali operazioni dell’anno trascorso, si vede tracciato il profilo delle attività condotte dall’Arma in Provincia ma soprattutto le direttrici dell’impegno, insieme alle altre Forze di Polizia e con il coordinamento e direzione della Procura e della Prefettura, per garantire anche nell’anno in corso libertà e sicurezza; la percezione della presenza, dell’accessibilità e della funzionalità dei presidi dei Carabinieri, nei grossi centri come anche nelle realtà più piccole, deve essere volano di libertà, per raccogliere le richieste di legalità dei cittadini e trasformarle in sicurezza.

Una delle nuove sfide dell’Arma in Capitanata sarà incentrata sul rispetto delle regole, che comincia proprio dalla quotidianità, dalle piccole cose di tutti i giorni, da comportamenti e atteggiamenti sbagliati che troppo spesso vengono sottovalutati; l’uso delle cinture di sicurezza in auto, del casco in moto –o come in questo periodo della mascherina– sono solo un esempio delle abitudini che segnano la differenza tra la corretta percezione del significato di legalità e, al contrario, un’egoistica e comoda valutazione di ciò che è “importante” o meno.

Ecco, l’obiettivo dei carabinieri foggiani per il 2021 sarà, oltre alla prosecuzione e al consolidamento degli sforzi nella lotta alla criminalità, il maggiore coinvolgimento possibile dei cittadini in un impegno condiviso per una sempre più sentita e partecipata operazione di “divulgazione del rispetto”, rispetto per le regole di civile convivenza, ma soprattutto rispetto per sé e per gli altri.





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