Foggia sempre più in basso, il dietrofront di Iaccarino dopo i messaggi di “affetto” dei suoi fan. Per lui tutti i foggiani indignati contano zero

La strategia del politico foggiano mentre la città arrossiva di vergogna davanti al video delle pistolettate e ai servizi giornalistici delle maggiori testate nazionali. Tutto per una poltrona

Foggia è attonita dopo il dietrofront di Leo Iaccarino che oggi ha deciso di ritirare le sue dimissioni dalla carica di presidente del Consiglio comunale. Le prime avvisaglie c’erano già state ieri sera, anticipate dalla nostra testata. L’intenzione del politico di andare al muro contro muro era ormai chiara da qualche ora, poi è arrivata l’ufficialità con tanto di video nel quale Iaccarino infanga Landella e famiglia per alcune vecchie vicende giudiziarie. La scenetta imbarazzante sul balcone di casa sua viene invece “derubricata” a un semplice gioco con i figli. Come se tutto fosse normale. Il forzista (anche se Forza Italia lo ha già scaricato) avrebbe motivato la sua scelta di ritirare le dimissioni dopo aver letto i numerosi messaggi di affetto sui social, fomentati da lui stesso e dal proprio entourage. Amici, affezionati e suoi elettori hanno tappezzato le bacheche Facebook di hashtag “io sto con Leo”. Una strategia ben precisa per tenersi a galla e intanto preparare il contrattacco. Tutto mentre la città arrossiva di vergogna davanti al video delle pistolettate e ai servizi giornalistici delle maggiori testate nazionali. “I politici che tutto il mondo ci invidia”, ha scritto ironicamente “L’Espresso”. Anche Scanzi de “Il Fatto Quotidiano” ci è andato giù pesante raccogliendo migliaia di condivisioni.

Per Foggia l’ennesima figuraccia, ora arricchita dal colpo di scena delle dimissioni ritirate. Decine di migliaia di foggiani si sono indignati e, subito, hanno preso le distanze ma a Iaccarino sembra interessare solo il parere dei suoi amici e di chi lo ha votato. Sparare dal balcone, con quella gestualità, imitando maldestramente una persona con difficoltà ed incitato dai figli minorenni, è solo l’ennesimo schiaffo alla città. Un rappresentante delle istituzioni certe cose non deve farle e basta. E dovrebbe avere il buongusto di fare un passo indietro se poi viene tutto spiattellato sul web. Ma questo a Foggia non succede. In una città dove nulla cambia, i primi a dare il cattivo esempio sono proprio i rappresentanti istituzionali, banalmente incollati alla poltrona.

 



In questo articolo: