Psicodramma a 5 Stelle in Regione Puglia, Laricchia in lacrime attacca i traditori. “Se potessi vi restituirei i voti”

L’ex candidata presidente: ”Io sono stata tenuta all’oscuro dalle ultime riunioni. I miei colleghi si sono negati al telefono salvo informarmi solo ieri sera”. Durissima sulla vicenda anche la Lezzi

“Un errore che tradisce il voto dei cittadini. Sono dispiaciuta che i miei colleghi siano commettendo il classico errore della vecchia politica”. Così Antonella Laricchia, candidata del M5S alla Presidenza della Regione Puglia alle ultime elezioni, durante la prima seduta del Consiglio regionale pugliese dopo l’annuncio dato dal capogruppo Pd, Filippo Caracciolo, e dalla consigliera regionale pentastellata Grazia di Bari, di un accordo politico tra centrosinistra e Movimento 5 stelle. “Mi dispiace ma state sbagliando”, ha aggiunto Laricchia, visibilmente commossa: “Agli oltre 200mila cittadini che ci hanno votato vorrei dire che se potessi restituirvi i voti che in questo momento i miei colleghi stanno disonorando, lo farei. Spero non perdiate la fiducia, e spero di continuare a dimostrarlo. Io sono stata tenuta all’oscuro dalle ultime riunioni. I miei colleghi si sono negati al telefono salvo informarmi solo ieri sera. Nei messaggi chiedevo una riunione per decidere insieme come richiedere per loro e per il Movimento 5 stelle, ruoli di garanzia che spettano alle opposizioni. Mentre si negavano incontravano Michele Emiliano, e con lui hanno deciso con l’approvazione di Cristian Casili e con il silenzio/assenso di Grazia di Bari e Rosa Barone di fare questo passo verso la maggioranza”.
Sul caso, la pentastellata Barbara Lezzi ha scritto un post al veleno sui social
Il M5S Puglia è entrato nella maggioranza di Emiliano. Tutti tranne Antonella Laricchia che ha deciso semplicemente di rispettare gli elettori che si sono già espressi e non dovrebbero essere né traditi né usati.
I 4 consiglieri eletti al grido “Mai con Emiliano”, fervidi sostenitori dell’ “andiamo da soli altrimenti non ne entra di noi neanche uno”, hanno deciso, con capo politico e un ministro (così si dice), di aderire al programma di Emiliano, di avallare il suo sistema e, soprattutto, di ignorare quella consistente parte di attivisti ed eletti che non era e non sarà favirevole. Oggi, per questo accordo siglato lontani da tutti, Cristian Casili è stato eletto vice presidente del consiglio in quota maggioranza lasciando, peraltro, quella in quota minoranza a disposizione della destra.
Si sprecheranno i già sentiti richiami alla responsabilità, al bene dei pugliesi e la famigerata azione che ci deve vedere “incidere da dentro”. Tutte chiacchiere in libertà perché il m5s, in Puglia, non ha alcun potere negoziale. Tutte chiacchiere buone per nascondere l’agire di chi ha scelto di vendere se stesso e di intraprendere l’opera d’assuefazione che, fino ad ora, ha visto come unica voce fuori dal coro il M5S.
I 4 consiglieri andranno a sedere in giunta con un imputato e un’indagata scelti da Emiliano, quello più “grillino” di tutti come viene definito da giornaloni e giornalini.
Si tratta di Maurodinoia e Pentassuglia, due neo assessori pugliesi. Indagata la prima con richiesta di rinvio a giudizio per corruzione e imputato l’altro per “Ambiente svenduto” nell’ambito dell’ ex-Ilva. Siamo piuttosto lontani da quel modello di M5S che pretendeva attente valutazioni su questi aspetti che dovevano tener conto dell’opportunità politica. Ve le ricordate le nostre bacheche piene dell’insegnamento di Borsellino, vero? Questo è il ritorno all’assuefazione a certe notizie. Tanto son tutti uguali si tornerà a dire e quei tutti saranno autorizzati, da una parte del M5S silente, a tornare a far un po’ come pare a loro. Di fatto, in Puglia, già lo fanno. Non ho visto indici puntati sulla situazione sanitaria fuori controllo, sui vaccini anti influenzali mancanti anche per categorie a rischio e su altro ancora. Ora va tutto bene. Beh, potevano imporsi prima delle elezioni e andare in coalizione con il centro-sinistra anziché fare gli eroi per tradire, con tanto di cappello per raccogliere le briciole, il mandato che i cittadini hanno conferito al M5S. E no, ora viene fuori che tra tutte le liste di Emiliano rischiavano di non essere eletti. E allora prendiamo in giro tutti e chissenefrega intanto ci accomodiamo in maggioranza con i voti di chi Emiliano non lo vuole.
Purtroppo, non saremo risparmiati dall’utilizzo strumentale e meschino delle laceranti difficoltà che il Paese sta attraversando a causa della pandemia. Sappiamo tutti come vengono definiti coloro che usano il momento di difficoltà per ingrassarsi.
Sembra tutto gratis, tutto estremamente “responsabile”, fatto da chi “sa fare la politica vera”, con la P maiuscola, mica noccioline! In realtà, è solo un mediocre mercimonio in cui il prodotto è la credibilità del M5S. Qui non ci sono contratti pregressi, accordi di quelli di prima insuperabili. Qui c’è una lucida e poltronistica decisione di 4 consiglieri spalleggiati dai vertici, questi ultimi abilmente nascosti per apparire puristi sino all’elezione del nuovo organo collegiale, in barba a quella buona parte di attivisti ed eletti che, ribadisco, non è e non sarà d’accordo.
Per azioni meno gravi di queste, sono state sbattute fuori dal M5S, senza tanti complimenti, diverse persone. L’involuzione del M5S prescrive che di moda è l’incoerenza.



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