Le lentezze dell’Orbitale di Foggia e i lavori bloccati sulla tangenziale, il meridionalista Cataneo: “Disponibili 70 milioni di euro, ma i cantieri non partono”

La strada lungo tutto il Rione Biccari fino a quasi Via Napoli è già pronta ed utilizzata già nel primo lockdown da runner e passeggiatori.

L’Orbitale di Foggia, lo sanno tutti coloro che attraversano Via Lucera, sta proseguendo col suo cantiere, si sta procedendo alla messa in opera “artistica” della rotatoria principale ed iniziale, con una installazione di terra che simulerà i vecchi tratturi. La strada lungo tutto il Rione Biccari fino a quasi Via Napoli è già pronta ed utilizzata già nel primo lockdown da runner e passeggiatori.

Nelle ultime settimane il Comune di Foggia ha adempiuto al pagamento degli espropri a diverse ditte compresa quella di Vittozzi che sull’area aveva previsto un progetto di Housing sociale.

Intanto c’è stato un nuovo affidamento per i servizi tecnici di progettazione di fattibilità tecnica ed economica, relazione geologica, indagini geognostiche e geotecniche di laboratorio e geofisiche. Servizi che si credeva fossero stati già attuati in sede di progetto definitivo approvato. L’appalto è andato all’Ati RTP di cui fanno parte Cooprogetti Soc. Coop. MBE S.r.l., l’architetto Augusto Umberto Marasco e il geologo Modestino Antonio Mancini.

Su tali servizi e sui lavori che non procedono proprio speditamente e su quelli congelati sulla prima tangenziale, da sempre una vera e propria strada della morte, è intervenuto il dirigente meridionalista del Movimento 24 agosto di Pino Aprile Pasquale Cataneo, ex consigliere comunale ed ex presidente della Commissione Territorio al Comune di Foggia. La sua disamina è molto critica.

Ecco quanto scrive in una lunga nota.

In una provincia come quella di Capitanata ci sono dati sul versante del tasso di disoccupazione che la pongono al primo posto in Puglia e tra le prime province in Italia. Accade, purtroppo, che pur essendoci molte opere pubbliche utili, necessarie e finanziate da molti anni, ad esempio per innalzare la sicurezza stradale come fatto altrove, però che i cantieri non partono, le risorse economiche per oltre 70 mln di euro vengono sottratte, i disoccupati, giovani e non, aumentano con il relativo disagio socio-economico.

Il Movimento 24 Agosto per l’Equità territoriale (M24A-ET) nello scorso mese di febbraio aveva già segnalato questa situazione di complessivo ritardo nell’esecuzione di opere pubbliche che, se realizzate, porterebbero sollievo all’economia locale (anche perché non bloccate a causa del Covid 19). I 3 lotti della tangenziale di Foggia, previsti da anni e con quasi 190 mln di euro disponibili fino a febbraio 2020, ne sono un esempio!

Registrare che tale somma, in questo particolare momento di crisi sociale ed economica, è stata ridotta risulta essere intollerabile per gli effetti che ci potrebbero anche sulla qualità infrastrutturale dell’opera (ad es. la diversa caratteristica costruttiva: con spartitraffico centrale presente nella tangenziale di Bari e lungo tutta la ex S.S. 16 bis fino a Foggia e non previsto magari sulla quella foggiana?).

Finora a nulla è servito scrivere, più volte, alla Provincia ed al Comune di Foggia segnalando questo inaccettabile “status quo”. Nessuna risposta e nessun impegno ed i risultati dell’ignavia politica sono stati le risorse sottratte.

“Abbiamo deciso di portare all’attenzione dell’opinione pubblica tale situazione iniziando da quella riguardante i tre lotti della Tangenziale di Foggia S.S. n. 673 (la ex statale 16), per un totale di 21 km di strade come si legge nella sintesi descrittiva, con una serie di interventi da eseguire per innalzare gli standard di sicurezza e percorribilità dell’arteria stradale – dichiara il referente provinciale M24A-ET di Foggia Raffaele Cariglia – il cui costo complessivo è di oltre 117 milioni di euro come emerge attualmente da quanto riportato sull’apposito sito. Tale somma è molto inferiore rispetto ai 186 milioni di euro che erano la somma complessiva precedente prevista per i tre lotti come da noi denunciato e pubblicato a fine febbraio u.s.”

Accade quindi che mentre si distribuiscono risorse ed investimenti pubblici, per oltre 1,5 miliardi, per le infrastrutture e per i trasporti in Lombardia, Veneto ed Provincia autonoma di Trento per le olimpiadi invernali del 2026, già destinatarie di una marea di risorse pubbliche per nuovi investimenti stradali e ferroviari e che avevano dichiarato di provvedere da sole, nel Mezzogiorno ed in Capitanata non solo si realizzano le opere programmate e finanziate ma vengono ridotti i fondi per destinarli a chi ha già molte opere.

Prospettiamo reiteratamente, per l’ennesima ed ultima volta, questa situazione ai parlamentari eletti in Capitanata, dopo aver inviato più lettere aperte, proponendo loro la partecipazione ad una video conferenza, in merito al caso specifico e per una ricognizione complessiva, per il prossimo 13 novembre alle ore 18.30 ciò prima di attivare altre iniziative e di rivolgerci ad altri e più attenti deputati che, pur non eletti in Capitanata, hanno già presentato ben due interrogazioni, richiamando il modello “Genova” come prospettato anche noi di M24A-ET, per far sbloccare l’essenziale raddoppio della tratta Termoli-Lesina, al ministro per le infrastrutture e dei trasporti che finora unitamente al ministero dell’ambiente non lo hanno fatto anzi, lo stesso ministro del MIT dà i soldi, anche se non richiesti, al Nord per nuove opere associandole alle olimpiadi 2026.

Quando il povero “dona” al ricco il diavolo se ne ride!





Change privacy settings