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Home - In Puglia lo spettro del lockdown: è tra le Regioni più a rischio. Ecco come si decidono le chiusure per il Covid

In Puglia lo spettro del lockdown: è tra le Regioni più a rischio. Ecco come si decidono le chiusure per il Covid

Di Redazione
3 Novembre 2020
in Amministrativa, Coronavirus
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La Puglia è in un limbo e presto potrebbe finire in lockdown. È quanto emerge dalle ultime indiscrezioni pubblicate dalla stampa nazionale. Sul Corriere della Sera riportano che la nostra regione si starebbe avviando verso misure dure, insieme a Lombardia, Piemonte e Calabria. Si andrebbe verso un lockdown di tre settimane, già deciso ieri da Bolzano. Il nuovo sistema – è scritto sul Corsera – serve a fare chiarezza nel caos di competenze e nel rimpallo di responsabilità, non più tollerabile a pandemia in corso. L’idea è semplice. Ci sono tre livelli, uno nazionale e due locali. Tre gironi ai quali si approda sulla base di quella sorta di paniere del Covid che sono i parametri elaborati dal Comitato tecnico-scientifico: l’indice di contagiosità Rt, la saturazione delle terapie, disponibilità di letti, tamponi effettuati e molto altro. Questi parametri sono il fondamento del documento di 136 pagine — “Prevenzione e risposta al Covid19” —, redatto da Iss e ministero della Salute e condiviso in sede di Conferenza delle Regioni il 15 ottobre scorso. Documento rispolverato per mettere in un angolo le Regioni (che l’hanno firmato) e individuare i “tre livelli” di cui ha parlato il premier Giuseppe Conte ieri in Parlamento. Se finisci in uno di questi, le misure scattano, in automatico. In caso di inerzia delle Regioni, interviene il governo.

Uscire solo per lavoro e salute, stop totale ai bar

In caso di lockdown non si andrà più nemmeno a pranzo al ristorante e si dovrà dire addio al caffè al bar. Il livello più alto di allerta è quello nel quale le regioni hanno un Rt superiore all’1,5 (sono ben 13) e presentano un rischio molto alto che rientra nello “scenario 4”. Nel girone peggiore finiranno Lombardia e Piemonte. Molto probabilmente farà la stessa fine la Calabria, mentre la Puglia rimane sul filo, così come Bolzano. Qui si potrebbe decidere il lockdown, con uscite consentite solo per motivi di lavoro e salute, con autocertificazione. Per le scuole si sta ancora trattando. L’orientamento – si legge ancora sul Corriere della Sera – è di tenere aperte solo scuole elementari e prima media. Ma i dati sono negativi anche per molte altre regioni. Le peggiori sono Sicilia, Liguria e Campania. Ma la previsione al 26 novembre vede molte Regioni oltre la soglia del 30% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e/o del 40% negli ospedali: Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli-Venezia-Giulia, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Bolzano, Trento, Puglia, Sicilia, Umbria.

Il lockdown locale avrà una durata minima di tre settimane: due più una terza per valutare se ci sono stati miglioramenti. Allo scadere, se la regione è restata nel suo livello, la misura verrà prorogata di una settimana, altrimenti saranno revocate le misure. Basterà una sola settimana di dati molto negativi, invece, per essere oggetto di ordinanza restrittiva. Le misure prese saranno modulate anche temporalmente, prendendo in considerazione l’altro elemento che mette a rischio pronto soccorso e ospedali, ovvero l’influenza. Nei momenti invernali di picchi, le misure saranno più stringenti, per poi diventare più lievi in primavera. Ammesso, e non concesso, che ne sarà ancora bisogno.

Tags: CovidlockdownPugliaRegioni a rischio
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