Narcotraffico a San Severo, sgominate le “famiglie della droga”. 9 arresti dei carabinieri: colpo al giro di stupefacenti nell’Alto Tavoliere

Dopo l’operazione “Ares” contro i clan locali, gli arrestati avrebbero rafforzato la propria posizione, guadagnando spazi nella gestione del traffico di sostanze illecite

A seguito di complesse indagini, i carabinieri del Comando Compagnia di San Severo coadiuvati da militari dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Puglia”, da un’unità cinofila del Nucleo Cinofili di Modugno (BA) e da un elicottero del VI° Nucleo Elicotteri di Bari – Palese, all’alba del 2 novembre, in esecuzione di un’ordinanza del gip del Tribunale di Foggia, hanno arrestato 9 persone (8 in carcere, una ai domiciliari) nei cui confronti sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza relativamente alla violazione della normativa in materia di sostanze stupefacenti. Operazione dal titolo “family business”. Arrestati Giuseppe Leonardo Pappadopola, 35 anni, Michele Pappadopola, 38 anni, Michela D’Aloia, 42 anni, Donato D’Aloia, 74 anni, Alessio Carlo D’Aloia, 34 anni, Marco Morfeo, 34 anni, Angelo Bocola, 27 anni e Gianluca Sardella, 24 anni. Domiciliari, infine, per il 46enne Marco Vianello. Tutti nati a San Severo, ad eccezione di Giuseppe Leonardo Pappadopola (San Paolo di Civitate), Marco Morfeo (San Giovanni Rotondo) e Marco Vianello (Torino).

L’attività investigativa dei carabinieri, svolta dal febbraio al dicembre 2019, è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia e ha permesso di disvelare che i soggetti arrestati, appartenenti a due diversi nuclei familiari di San Severo e di San Paolo di Civitate, avevano creato presso le rispettive abitazioni dei veri e propri market della droga.

L’indagine ha avuto inizio a seguito del rinvenimento di 100 grammi di cocaina e 200 grammi di hashish sull’autovettura su cui viaggiava uno dei soggetti colpito dalle misure cautelari odierne. Le immediate indagini, con l’impiego di telecamere, localizzatori gps e intercettazioni telefoniche e ambientali, poste in essere dalla Sezione Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di San Severo, hanno consentito di disvelare la redditizia attività di spaccio esercitata presso la propria abitazione da una famiglia di San Paolo di Civitate.

I successivi accertamenti, volti ad individuare il canale di approvvigionamento dello stupefacente, hanno condotto a San Severo presso un altro nucleo familiare, in passato già incappato nell’attività di repressione dei carabinieri (indagine “Sugar” del 1998). Questa famiglia sanseverese, a seguito dell’operazione “Ares” del 2019 che ha disarticolato le maggiori famiglie sanseveresi dedite allo spaccio di stupefacenti, aveva rafforzato la sua posizione e guadagnato spazi nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti nella “macro-area di San Severo”. 

I due nuclei familiari, a seguito dell’intensificarsi dell’attività di prevenzione e repressione dei carabinieri, hanno cercato vari escamotage per sfuggire ai controlli, trasferendo dapprima l’attività di spaccio su pubblica via e/o creando nuove piazze in vicoli stretti al fine di rendere più difficile il controllo delle forze di polizia. In un’occasione, addirittura, sono ricorsi all’occultamento della sostanza stupefacente all’interno di un passeggino nel quale era trasportato il figlio di uno degli indagati. Nel corso delle investigazioni i carabinieri hanno recuperato e sequestrato oltre 900 grammi di hashish e 200 grammi di cocaina.





Change privacy settings