Distanziati e rissosi i consiglieri foggiani, in cerca di una rappresentanza in Giunta col rimpasto. Ma Landella temporeggia

“Sono un consigliere di maggioranza vicino al sindaco Landella, per ora non lascerò il mio gruppo”, rileva Amato Negro. Ogni eletto sta cercando di costruirsi il suo rapporto col primo cittadino

I consiglieri comunali foggiani si vedono pochissimo tra di loro, tutto – commissioni, riunioni dei capigruppo, consigli – avviene via Zoom, ma non manca il fermento consiliare nella maggioranza in vista di un rimpasto amministrativo che tarda a venire, laddove invece il contagio da Covid avanza.

Il gruppo misto in particolare, composto da due campioni di consensi come Alfonso Fiore e Max Di Fonso (che ancora non acquista la pettorina Udc detenuta da Tonino Capotosto), sta cercando in tutti i modi di defenestrare l’assessora della Polizia Municipale Cinzia Carella, indicata dal sindacalista ad inizio mandato.

Il sindaco Franco Landella sarebbe anche consenziente a questa richiesta, ma non intende cambiare la delega per loro. Resta e rimane la Sicurezza. Nessuna discussione.

“Il sindaco vuole darci solo la Sicurezza, ma noi sinceramente non sappiamo che farcene”, è lo sfogo dell’ex leghista della primissima ora Fiore.

I due avrebbero tentato di adescare altri eletti per rafforzare il loro peso in aula. È girato insistentemente un rumor riguardante Amato Negro e di un suo possibile ingresso in un neonato gruppo consiliare dominato da Di Fonso.

Ma a l’Immediato Negro smentisce categoricamente queste ricostruzioni fantasiose e di parte. Non rinnega di essere stato chiamato da molti per comporre nuovi rassemblement in aula, anche in tempo di distanziamento sociale.

“Sono un consigliere di maggioranza vicino al sindaco Landella, per ora non lascerò il mio gruppo”, rileva alla nostra testata web. A Negro non interessano le varie scomposizioni politiche, ha costruito il suo rapporto direttamente con il sindaco e non intende far confluire i suoi voti in altri contenitori.

Resta dov’è insomma, nel gruppo costituito con Danilo Maffei, Impegno per Foggia, e non lo lascerà neppure se il giovane Maffei in forza dei suoi circa 4mila voti cittadini alle ultime regionali dovesse spuntare un assessore in Giunta o un consigliere in un Cda delle ex municipalizzate. Cosa al momento alquanto improbabile, almeno secondo i rigoristi.

“Ogni consigliere vuole un assessore, è mai possibile ragionare in questo modo?”, si chiede uno dei neo leghisti che più di tutti ha dato una mano per l’elezione di Joseph Splendido in Regione Puglia.

In realtà secondo alcune indiscrezioni, il sindaco starebbe temporeggiando per il rimpasto sia perché ancora contrario ad affidare una delega così importante come i Lavori Pubblici a Claudio Amorese, come richiesto dai Fratelli d’Italia per l’accordo col suocero Bruno Longo, sia perché sarebbe in attesa di conoscere gli esiti dell’indagine riguardante il voto di scambio alle ultime regionali. Landella non vuole correre il rischio, spiega qualcuno dei suoi fedelissimi, di premiare con una postazione in Giunta una rappresentanza che invece si potrebbe dimostrare inquinata dalla corruzione. Ecco perché continua nella sua azione di seduzione nei confronti dei pentastellati, Giovanni Quarato e Giuseppe Fatigato (che ha invitato ad occuparsi personalmente da referente dell’affaire canile) da un lato e dei delusi delle regionali dell’altro, a cominciare da Giulio Scapato, Rosario Cusmai e Leo Di Gioia, in cerca di una nuova visibilità per la loro carriera politica.

C’è chi favoleggia addirittura di un nuovo incontro di Landella con Michele Emiliano, per il tramite dei due cugini emilianisti Rosario Cusmai e Leo Iaccarino. Alcuni, a denti stretti, pur comprendendo tutta la difficoltà di spostare consensi in tre settimane per un nuovo partito, sostengono che il suo sforzo elettorale per la Lega non sia stato molto brillante, e che sia stato così “misurato” proprio per attutire i danni che un possibile successo di Fitto su Foggia città avrebbe potuto arrecare ad Emiliano.

Come ricompensa, il sindaco potrebbe richiedere al governatore una postazione di sottogoverno, un incarico direttivo o semplicemente una sistemazione per le persone a lui vicine.





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