Centrodestra del futuro, duello di leadership tra Iaccarino e Di Mauro. “Forza Italia mi ha eletto. I probiviri? Me li mangio a colazione”

“Forza Italia ha in quota il Presidente del Consiglio”. È netto il presidente dell’assise foggiana che smorza ogni scontro con il segretario provinciale degli azzurri

“Forza Italia ha in quota il Presidente del Consiglio”. È netto il presidente dell’assise foggiana Leo Iaccarino, che smorza ogni scontro con il segretario provinciale di Forza Italia Raffaele Di Mauro, che lo ha deferito ai saggi berlusconiani e cerca di ottenere 2 caselle in Giunta e nel sottogoverno landelliano per il partito. Interpellato da l’Immediato, il campione di consensi e vigile del fuoco, che alle scorse regionali ha supportato il pizzarottiano Rosario Cusmai ed Emiliano presidente, non ha voluto alimentare le polemiche contro il dirigente e consigliere azzurro, ma la battuta fatta con gli amici riassume bene il suo umore. “I probiviri di Forza Italia me li mangio a colazione”, ha detto. “Possono fare tutto ciò che vogliono. Ma rimango in Forza Italia perché eletto in quella lista. Anche Angelo Cera provò a cacciarmi dall’Udc qualche anno fa, ma purtroppo nessuno può espellermi perché eletto in quella lista. Di Mauro dovrà rassegnarsi”, ha confidato ai suoi più stretti collaboratori.

Tra i due va già in scena un duello di leadership, autonoma dal sindaco, per la possibile candidatura a sindaco dopo il secondo mandato Landella. Non ci sono molti nomi che nel centrodestra possono prendere il testimone dal primo cittadino. Con il quasi monocolore leghista, sembra scontato che il centrodestra debba pescare tra gli esponenti della Lega, magari proprio scegliendo Michaela Di Donna come si favoleggia o il dominus salviniano Raimondo Ursitti, se rinuncerà ad una capolistatura per il Parlamento. Non ci sono altri nomi “politici” su cui il centrodestra potrebbe compattarsi al momento, fatta eccezione per Di Mauro e Iaccarino, dato che sia Luigi Miranda sia Leo Di Gioia non godono del necessario consenso nei loro partiti.





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