Aria di rimpasto al Comune di Foggia, ore contate per Carella. Verso il ritorno Amorese, al posto di Bove?

Il sindaco Landella lavora ad alcune modifiche in giunta. Intanto, i fittiani della lista del pumo cercano una maggiore visibilità

È in programma un incontro tra il sindaco di Foggia, Franco Landella e i dirigenti di Fratelli d’Italia. Al centro del dibattito il rimpasto di Giunta al Comune di Foggia, chiesto da diverse parti politiche e in particolare dai meloniani, che rivendicano il loro primato in provincia di Foggia e dai fittiani della lista del pumo che con Danilo Maffei e i suoi circa 4mila voti e non solo lui (ottime le performance di Annamaria Fallucchi e di Alfonso Fiore) cercano una maggiore visibilità. Entro l’8 ottobre, data del prossimo consiglio comunale nuovamente in streaming per le misure anti Covid, il sindaco dovrà risistemare le varie caselle della Giunta.

Ha ormai le ore contate l’assessora alla Sicurezza e alla Polizia Municipale Cinzia Carella, che era stata indicata da Max Di Fonso e dai leghisti delusi, ma da tempo abiurata dallo stesso sindacalista della sanità, oggi Udc. La delega è di quelle pesanti in termini di narrazione sovranista ed è possibile che il sindaco possa tenerla per sé. Tutti confermati gli altri: i civici Sergio Cangelli e Anna Paola Giuliani, le neo leghiste Claudia Lioia e Sonia Ruscillo e i vecchi leghisti Paolino La Torre e Raffaella Vacca. I due consiglieri Salvatore De Martino e Concetta Soragnese, che hanno appoggiato Luigi Miranda, potrebbero accettare lo status quo.

“Parleremo con il sindaco e vediamo cosa ci dirà. Io insieme agli altri sarò lì ad ascoltare poi prenderemo una decisione”, rileva Fiore. Di sicuro Danilo Maffei vorrà indicare un suo uomo, se non in Giunta almeno in una partecipata, dove oggi c’è uno sbilanciamento a favore di Forza Italia, rimasta col solo Raffaele Di Mauro in aula e con il presidente dell’assise Leo Iaccarino. Il sindacalista Antonio Zenga nominato da Consalvo Di Pasqua nel CdA Ataf si metterà la pettorina leghista? Secondo i rumors agli azzurri dovrebbe “bastare” solo la presidenza del Consiglio, ma Di Mauro smentisce a l’Immediato tale ipotesi al ribasso, anche considerando che Iaccarino ha votato per Emiliano e Rosario Cusmai. Infatti il vigile del fuoco è stato deferito ai probiviri del partito berlusconiano, si attende per lui un provvedimento di espulsione. In quota azzurra resta appeso anche il Bilancio, dopo le dimissioni di Antonio Bove, che alle ultime regionali ha fatto campagna elettorale per Fallucchi.

L’idea da parte dei Fratelli d’Italia, che oggi ha nell’esecutivo il solo assessore all’Ambiente Matteo De Martino, ma ha in aula 5 consiglieri (Longo, Roberto, D’Emilio, Fusco e Iadarola) è che possa tornare proprio al Bilancio, il funzionario delle Agenzie delle Entrate, Claudio Amorese, genero di Bruno Longo, cacciato dall’Annona per l’ingresso di Sonia Ruscillo. In seconda battuta per lui ci sarebbe la sua vecchia delega alla Sicurezza dove già si era messo in luce in Prefettura nello scorso mandato Landella.

“Claudio è stato un ottimo assessore e ha dato un imprinting significativo all’azione di governo della città, ma ha verosimilmente pagato il prezzo di una scelta politica di Bruno Longo. Bruno ha dato un grande contributo al risultato di Fratelli d’Italia alle ultime regionali affinché fossimo primo partito del centrodestra. È giusto che i partiti si esprimano per il governo della città”, rileva alla nostra testata il co-coordinatore dei FdI Giandonato La Salandra.

“Che torni Amorese in Giunta è sicuro”, ratifica Longo. Ma al Bilancio non potrebbe subire il veto del dirigente Carlo Dicesare? “Dicesare è felice di tale possibilità”.





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