Mafia Gargano, in cella il fiancheggiatore dei latitanti. Ai domiciliari ospitava pregiudicati e “soggetti non autorizzati”

Nuovi guai per il 55enne sammarchese, Antonio Radatti. Era suo il casolare dove si nascondevano Angelo Bonsanto, Francesco Scirpoli, Pietro La Torre e altri elementi di spicco della criminalità del promontorio

Gli agenti della Polizia di Stato della Questura di Foggia hanno tratto in arresto Antonio Radatti, 55enne di San Marco in Lamis, al quale da qualche giorno era stato concesso di scontare in regime di arresti domiciliari il periodo di detenzione conseguente al suo arresto avvenuto ad Apricena lo scorso 14 aprile.

L’uomo era stato arrestato dalla squadra mobile di Foggia durante l’irruzione nel suo casolare. Quel giorno i poliziotti arrestarono anche Angelo Bonsanto e Francesco Scirpoli, entrambi evasi il 9 marzo dal carcere di Foggia. In manette finì anche Pietro La Torre alias “U’ Muntaner” (latitante dal mese di maggio 2019 e destinatario di ordine di carcerazione dovendo scontare la pena detentiva di 2 anni e 8 mesi di reclusione). “Scirpoli e La Torre – riporta una nota della Questura di Foggia – sono ritenuti elementi di spicco dell’organizzazione criminale convenzionalmente denominata ‘Lombardi-Ricucci-La Torre’“. Come noto, i tre fuggiaschi furono sorpresi durante una riunione che si stava svolgendo nel casolare di Radatti a cui partecipavano anche altri pregiudicati manfredoniani.

Dopo un periodo di detenzione in carcere, conseguente all’arresto cui era seguita – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia barese – l’emissione di un’ordinanza custodiale da parte del gip presso il Tribunale di Bari, a Radatti erano stati concessi i domiciliari in attesa della celebrazione del processo.

Tuttavia, in spregio alle prescrizioni impartite dal giudice, Radatti è stato sorpreso nel luogo di detenzione domiciliare in compagnia di soggetti non autorizzati. Invero, nell’ambito del dispositivo provinciale predisposto dalla Questura di Foggia per contenere il diffondersi del contagio da “Covid-19”, nella giornata del 17 settembre un equipaggio del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale” si è recato presso il casolare constatando che l’uomo era in compagnia di altri soggetti gravati da precedenti penali e non autorizzati. Ne è seguita la tempestiva segnalazione della Questura di Foggia alla DDA di Bari che, quindi, ha chiesto e ottenuto dal gip l’aggravamento della misura cautelare. Ultimate le formalità di rito presso gli uffici della squadra mobile di Foggia, Radatti è stato condotto nel carcere del capoluogo dauno.





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