Regionali a Foggia, circa 70 presidenti di seggio rinunciano per il Covid. Sanificazione matite e seggio speciale, tutto sul voto

Tra le novità del voto del 20 e del 21 settembre c’è la formazione del seggio Covid, un seggio speciale, composto da un presidente, un segretario e 4 scrutatori che dovranno entrare nelle case dei quarantinati che hanno fatto espressa richiesta di esercitare il loro diritto di voto

Su 147 sezioni per il voto nella città di Foggia circa il 50% dei presidenti di seggio ha già rinunciato ad esercitare il proprio ruolo. La paura del Coronavirus è troppo forte.

I rinunciatari sono stati già sostituiti con coloro che avevano espresso la loro disponibilità e che sono iscritti all’Albo dei presidenti di seggio. Ma il problema sorge perché i disponibili sono inferiori al numero dei rinunciatari.

“La situazione non è allarmante ma va tenuta in osservazione- dichiara a l’Immediato il consigliere comunale Lucio Ventura della Commissione Elettorale- noi dobbiamo chiamare quelli che hanno fatto l’istanza, prima ancora della nomina, sono di meno, ma sicuramente dal Tribunale verranno indicate le persone mancanti, sono figure facilmente reperibili, c’è una precettazione. Avverrà tutto entro sabato, prima che si insedino i seggi”.

Tra le novità del voto del 20 e del 21 settembre c’è la formazione del seggio Covid, un seggio speciale, composto da un presidente, un segretario e 4 scrutatori che dovranno entrare nelle case dei quarantinati che hanno fatto espressa richiesta di esercitare il loro diritto di voto. La squadra speciale farà in questi giorni un corso formativo all’Asl. Tutti dovranno entrare nelle case bardati con i dispositivi di sicurezza tipici degli operatori sanitari. Tute, mascherine, visiere, guanti e copriscarpe.

Al momento è arrivata per il Comune di Foggia una sola richiesta. È il Comune capoluogo il capofila, è previsto infatti un solo seggio Covid speciale per tutta la provincia. Presidente e scrutatori, se ci saranno richieste da parte dei quarantenati, dovranno raggiungerli in tutta la provincia. E cambiarsi dispositivo per ogni voto. All’uscita della casa il Dpi deve essere trattato come un rifiuto speciale. Il tutto per una indennità che supera solo del 50% quella normale. Una miseria quindi.

“Devono andare nel domicilio del cittadino in quarantena, al momento c’è qualche istanza, ma credo che non si raggiungerà neppure la decina di persone interessate a votare. Il Comune capoluogo deve procedere alla organizzazione dell’esercizio del voto”, rileva Ventura.

Meno rinunciatari tra i 600 scrutatori, solo 70 hanno detto no per il timore del contagio, ma come si sa ci sono già le riserve sorteggiate.

Per i seggi c’è un protocollo molto rigido. La sanificazione dovrà essere frequente, più volte al giorno e il seggio dovrà avere sempre le finestre aperte per consentire il ricambio d’aria. Ingresso e uscita differenziata nel plesso scolastico, non ci saranno mai file interne nella scuola tra i corridoi, ma solo esterne. Il presidente è obbligato a tenere i guanti per tutto il tempo.

E per la matita?

“Il caso matita è particolare, in condizioni normali ogni seggio ne ha 2 per ogni cabina, ma ora la matita dovrà essere disinfettata ad ogni voto. Nel seggio l’elettore dovrà sanificarsi le mani col diffusore di detergente sia all’entrata sia all’uscita”, spiega Ventura.

Quante matite quindi ci saranno? Uno scrutatore sarà addetto solo alla sanificazione? “Non credo che si sarà una grossa affluenza, l’anziano non si metterà in fila per ore fuori, non ci sarà un afflusso costante ai seggi, quindi mi immagino ci sarà tempo per sanificare la matita prima dell’ingresso del nuovo elettore. Al momento però non sappiamo quante matite ci saranno in ogni seggio. Sarà una

votazione surreale”.





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