Regionali 2020, il popolo di Landella nella piazza “leghista”. Le mosse del sindaco per assicurarsi un futuro politico

Il giorno dopo il comizio di Matteo Salvini a Foggia, non mancano le delusioni tra gli antileghisti e alcune constatazioni nel centrodestra. In Comune l’idea di lanciare la Di Donna come successore del cognato

Il giorno dopo il comizio di Matteo Salvini a Foggia, non mancano le delusioni tra gli antileghisti e alcune constatazioni nel centrodestra. Dopo il weekend con i due leader nazionali sovranisti Giorgia Meloni per i Fratelli d’Italia insieme al candidato Fitto e il Capitano con tutta la squadra leghista candidata al consiglio della Regione Puglia compreso il candidato vicepresidente Nuccio Altieri, e un forte impegno in termini di mobilitazione di Franco Landella, se si considera che in piazza c’era soprattutto il suo popolo insieme a moltissimi artisti dell’Estate in Villa, gran parte degli assessori della sua Giunta e tanti altri soggetti già impegnati alle Primarie di un anno fa, il centrodestra nell’unica provincia con un capoluogo governato dal suo cartello, non può certo dirsi trionfante. Almeno stando ai numeri delle due piazze. Circa 500 sabato mattina sotto un sole cocente e poco più 700 domenica sera.

La prova di forza, vuoi per le norme anti Covid vuoi per una certa disaffezione della cittadinanza (ieri sera la vera folla era a passeggio all’isola pedonale) non c’è stata. La partita tra Fitto ed Emiliano appare ancora molto aperta qui in Capitanata, figuriamoci nel resto della Puglia.

Ma per il sindaco Landella la vittoria di Fitto e la leadership della Lega dentro la coalizione rappresentano ora un vero e proprio lasciapassare per il futuro, dopo l’invenzione della narrazione delle aziende del Nord Est pronte ad investire in Capitanata e nella Fiera di Foggia grazie al suo passaggio tra i salviniani. Secondo più di un osservatore pensare che la casacca salviniana e il potente ruolo da vicesegretario regionale leghista bastino al segretario generale della Fiera Raimondo Ursitti per rinverdire il quartiere fieristico, dopo lo stato in cui è stato condotto dalla sua struttura e dai vari presidenti e commissari che si sono succeduti negli ultimi lustri, è alquanto ingenuo, se non fideistico.

Il voto dei landelliani è tutto spostato sull’avvocato Joseph Splendido, il candidato di apparato, come loro stessi ammettono. “Di certo Landella non riuscirà a trasferire i 4500 voti che ottenne a Foggia Michaela cinque anni fa su Splendido. Elettoralmente quando si “spostano” i voti da sé ad un altro candidato si riesce a trascinare non più di un terzo del risultato precedente. Ed è una regola che vale per tutti, quindi anche per Landella. Vale la stessa cosa per tutti e tre i consiglieri e gli altri passati con la Lega. A Splendido porteranno – se si impegnano al massimo – un terzo di quel loro dato elettorali. Spostare i voti non è uno scherzo, è una delle cose più difficili che ci sia”, dice un insider del partito salviniano che appoggia un altro candidato.

“Mi sto dando tantissimo da fare per la Lega e anche per Splendido. In piazza ieri c’eravamo sopratutto noi che siamo entrati da poco insieme ai nostri amici e al nostro elettorato, ma non conosco quel partito, non conosco il loro tessuto. Porteremo un contributo importante. Ci sto dentro da una settimana, non sto incontrando difficoltà a far votare Lega”, spiega a l’Immediato Consalvo Di Pasqua, ex capogruppo azzurro al Comune di Foggia.

“Sto facendo una grande campagna elettorale per il partito in cui ora sono accasato, la Lega. Non più la Lega Nord, ma una Lega nazionale che abbraccia tutti i problemi dei cittadini, da Nord a Sud, e chi dice il contrario mente sapendo di mentire. Fosse stata la Lega Nord non avrebbe mai avuto spazio qui nel nostro territorio. Matteo Salvini, dalla chiacchierata che abbiamo fatto anche ieri, non fa nessuna distinzione, è per il Sud e per la difesa dei nostri diritti e valori quali la famiglia e la tradizione cristiana, ma soprattutto il lavoro. Prima agli italiani e poi a tutti coloro che vogliono arrivare nel nostro territorio rispettando i nostri principi, le nostre leggi e la nostra cultura. Io sto facendo una grande campagna, quando abbraccio degli ideali, lo faccio con trasparenza, ci metto sempre la faccia”, osserva il giovane neo leghista Dario Iacovangelo.

Anche Pasquale Rignanese si sta impegnando al massimo, rileva egli stesso. Intanto continuano i rumors, l’opa di Landella sulla Lega dovrebbe servirgli ad assicurarsi un posto da candidato alle prossime elezioni politiche e soprattutto dovrebbe garantire un futuro politico per Michaela Di Donna. C’è chi la vede come candidata sindaca del centrodestra in prosecuzione del governo del cognato. Con buona pace di chi aveva qualche ambizione, a cominciare da Raffaele Di Mauro o Sergio Cangelli. Se la Lega supererà di molto gli altri partiti metterà una bella ipoteca su chi sarà il prossimo candidato sindaco del centrodestra.

Nel frattempo tra gli antileghisti serpeggia del malcontento. Pochi hanno avuto l’ardire come gli amici campani o anche i sangiovannesi di entrare nella piazza, celandosi e poi cominciando a manifestare e contestare. Tutti hanno preferito stare al di là del cuscinetto acustico organizzato dall’amministrazione e dalle forze dell’ordine. I loro fischi e le loro urla non hanno disturbato il palco, troppo distante.

Uno dei leader Francesco Strippoli ha fatto un po’ il punto della situazione con un suo post: “Cosa ho visto nella piazza? Tanta polizia in divisa e in borghese. Un servizio d’ordine della Lega molto irrispettoso e denigratorio nei confronti delle persone; sfottevano e provocavano apertamente chi dietro le transenne ha contestato. Insulti anche sessisti verso delle signore. Su questa cosa bisognerebbe davvero indagare. Sotto il palco tanta gente, è vero, mentre sopra si urlavano slogan assurdi (la sanità con Fitto sarà…) E slogan razzisti (Demoliamo tutto, nessuna soluzione alternativa, e Clandestini urlato con disprezzo). Molta gente portata proprio da Landella, che ha il suo inossidabile bacino di utenza. Le misure anti-covid esistono solo per l’opposizione quando vengono permesse manifestazioni con massimo 60 persone. Gli oppositori (noi) non eravamo 4 mila come sul gruppo social. Eravamo un 2 o 3 cento. Non importa, Salvini avrebbe trovato il modo per fare la vittima e strumentalizzare. Quelli sul palco che si spellavano le mani ad ogni sua parola sono i più grandi traditori della storia di Foggia. E loro sanno di esserlo”.





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