La parola mafia resta tabù nella scarna campagna elettorale di Mattinata. La lista di Lucia Battista corre in difesa del candidato Prencipe

Rush finale nella “farfalla bianca del Gargano” dove nel prossimo weekend si metterà la parola fine ad oltre due anni di commissariamento. Il paese vuole rialzarsi dopo lo scioglimento per infiltrazioni criminali

Battute finali per la campagna elettorale di Mattinata, comune garganico che si appresta a ripartire dopo la mannaia dello scioglimento per mafia nel 2018. Una competizione politica piuttosto fiacca, va detto, contraddistinta da poche idee e promesse di difficile realizzazione se si pensa al disastroso bilancio comunale.

Alta tensione tra le liste rivali, l’altra sera quelli di “Destinazione Mattinata”, guidati dalla candidata sindaca Lucia Battista, hanno lanciato varie stoccate ai competitor di “Noi Comunità”. La Battista ha invece preferito soprassedere sui recenti articoli che tirano in ballo uno dei suoi candidati, Francesco Paolo Prencipe, gestore di “Monsignore”, noto locale che, stando ad un’intercettazione pubblicata da l’Immediato, aprì le porte ad un summit malavitoso.

A prendere le parti di Prencipe ci ha pensato un altro candidato, vicino per questioni parentali ai soci di “Monsignore”. Un personaggio in cerca di autore, che ha scambiato la neurologa e premio Nobel Rita Levi-Montalcini per una filosofa e il nome della propria lista per un altro. Pesanti le invettive contro tutti coloro che non hanno espresso solidarietà per i “vergognosi attacchi” contro il collega candidato, definito un “uomo del paese”.

Il comiziante ha definito gli ultimi due anni dell’amministrazione e il relativo scioglimento una “pubblicità negativa”, come se ciò fosse frutto di spot e dicerie, e non di sentenze e provvedimenti della Prefettura di Foggia e delle Forze di Polizia: insomma un leitmotiv che ricalca la Palermo degli anni ’80 quando tutti dovevano starsene zitti per non danneggiare l’immagine del paese.

Colpevoli tutti, anche la contrapposta lista che non si unisce a questo teorema ma che ha basato la propria idea, sui principi di legalità e dell’antimafia. Nessuna risposta dalla candidata sindaca a pesanti accuse di abusivismo ricadute su alcuni dei suoi candidati e neppure un accenno ad un fenomeno che sta deturpando, questo sì, l’immagine della bella “farfalla bianca del Gargano”. Ancora pochi giorni, poi si capirà se tutto cambierà o ancora una volta rimarrà la solita politica stantia. (In alto, i due candidati sindaci, Michele Bisceglia e Lucia Battista; nel riquadro, il prefetto di Foggia, Raffaele Grassi)





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