Insegnante da Malta a Vieste, il calvario per un tampone sul Gargano. “Farlo è impossibile, come fate a parlare di zona bianca?”

Il racconto di Gabriella F, rientrata nel promontorio dopo un corso intensivo di inglese all’estero. “Mia compagna di viaggio ha fatto il test in Calabria e ha avuto il risultato il giorno dopo”

“Sono un’insegnante precaria e domenica 16 sono rientrata a Vieste da Malta, dove ho frequentato un corso intensivo di inglese, fondamentale per il concorso bandito dalla Ministra dell’istruzione in piena pandemia mondiale”. Inizia così la lettera inviata alla nostra testata da una prof garganica. “Vi racconto la mia esperienza, ancora irrisolta, per un tampone sul Gargano”.

Nella missiva si legge: “Ho soggiornato a Bugibba, una cittadina tranquilla, dove c’era davvero pochissima gente e la mascherina la usavano tutti ed ovunque, me compresa. Il giorno 16, per l’appunto, sono arrivata a Napoli Capodichino, nello scalo aeroportuale, tutti noi viaggiatori arrivati da Malta, siamo stati sottoposti solamente al termoscanner, senza chiedere documentazione o altro. Recuperata l’auto sono rientrata al paesello, pensando all’iter che avrei dovuto seguire per riuscire a sottopormi al tampone”.

Poi spiega: “Infatti già da giorni (durante il mio soggiorno a Malta) era iniziata una vera e propria Odissea di telefonate fra numeri nazionali, regionali, provinciali, dove ognuno mi riferiva informazioni diverse, al ché ho anche provato a sottopormi al tampone lì, ma è stato impossibile anche solo riuscir a prender la linea.

Ho provato a ‘studiarmi’ i vari Dpcm contrastanti tra loro: il Ministro della salute dice che entro 48h devo fare il tampone, il presidente della regione Puglia dice invece di no, perché il virus può manifestarsi anche i giorni successivi, quindi devi stare a casa 3 giorni e dopo sarai contattato per prendere un appuntamento per fare il tampone. Sarà questo il reale motivo? Oppure più semplicemente non hanno mezzi, uomini, strutture e tamponi? In tutto questo caos l’ASL di Foggia (sempre dopo averli contattati io) mi dice che nella provincia di Foggia non è possibile fare tamponi, ma ci sono solo 5 strutture nella zona di Bari (200 km da Vieste)”.

E ancora: “Dopo un giorno richiamo la regione e mi dice che invece nella zona di Foggia sono state allestite le drive-through per effettuare i tamponi e che comunque a Foggia c’è un laboratorio privato che effettua i tamponi. Perfetto! Ma non si può prenotare il tampone con l’ASL, sono loro che ti devono contattare. Passano 70 ore ma il mio telefono rimane muto ed il laboratorio privato di Foggia non risponde poiché sono stati sovraccaricati dal malfunzionamento del sistema sanitario locale. Continuo con le telefonate all’ASL di Foggia, un operatore dalla voce stremata mi dice: ‘Signora noi non ce la facciamo, la mole di lavoro ricaduta su di noi in questi giorni è estenuante, il territorio di Foggia è troppo vasto da gestire, a Bari riescono meglio perché c’è di più di tutto e meno area da coprire'”. 

“La mia risposta è stata: ‘Ok, ma riesce a spiegarmi per quanto ancora dobbiamo sopportare questo fardello? Vieste, così come Peschici e Rodi G.co, è una località turistica molto richiesta, abbiamo milioni di presenze ogni anno e data l’indecenza sanitaria in cui siamo, visto che effettuare un tampone è impossibile, come si fa a dire che siamo una zona bianca? Potremmo essere pieni di contagiati asintomatici o con sintomi lievi e non lo sappiamo! Ho letto che hanno istituito questi drive-through, ma dove? Foggia, Cerignola, Torremaggiore e stanno per essere attrezzate Monte Sant’Angelo, Manfredonia e San Marco in Lamis, ma quando prendete queste decisioni potete aprire un attimo Google Maps’“?

“Finalmente allo scadere delle 72 ore, dopo decine di chiamate di sollecito, una gentile signorina mi chiama dall’Asl di Foggia per chiedermi: ‘Come sta?’‘Arrabbiata – le rispondo – è un sintomo del Covid o della vostra assenza?’“.

“Proseguendo la chiamata mi dice che fra un paio di giorni sarò contattata per prendere un appuntamento e io ‘quindi prima di lunedì non farò niente in sostanza’ e lei ‘guardi non lo so, sarà contattata per andare a Foggia a fare il tampone’. ‘Mi scusi, a Foggia? E quel gazebo che stanno installando a Manfredonia ecc?’ ‘E non so, quando saranno attivi’. Apro e chiudo parentesi, la mia compagna di viaggio, calabrese, arrivata a casa in un paesino della Calabria, si è recata al pronto soccorso, ha fatto il tampone e la mattina successiva ha avuto il risultato, negativo, del test ed è libera da lunedì mattina”.

“La mia personale conclusione: in tempo di campagna elettorale, lasciare a casa per giorni gli elettori che rischiano anche di perdere il lavoro, non è proficuo, così come non è proficuo per la campagna elettorale abbandonare il Gargano”.

Gabriella F.



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